Una Verbania a Sinistra interviene sul progetto di piazza F.lli Bandiera e la chiusura del pozzo 1

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Sulla chiusura del pozzo 1 dell’acquedotto interviene il gruppo “Una Verbania a Sinistra” di Vladimiro Di Gregorio e Renato Brignone.
“Lunedì 5 febbraio – si legge in un comunicato stampa – si è tenuto un incontro pubblico promosso dal comitato di quartiere di Intra per discutere del progetto di riqualificazione di piazza F.lli Bandiera e della connessa problematica circa la chiusura del pozzo 1, utilizzato per rifornire l’acquedotto di acqua potabile: sul punto UNA VERBANIA A SINISTRA esprime la seguente posizione.
Nell’incontro sono state riportate le dichiarazioni dell’ente gestore Acqua Novara-VCO che chiarivano, in una nota, come il mantenimento dell’emungimento del pozzo sia condizione indispensabile per garantire l’acqua potabile ai cittadini, in assenza del quale non si potrà garantire la fornitura alle abitazioni dei piani più alti, dove l’immissione dal pozzo 1 esercita una prevalenza della pressione.
Si ritiene che la proposta dell’amministrazione di un futuro utilizzo di acque pescate dal lago, al momento non dia sufficienti garanzie sulla sua qualità ad uso potabile, stante al oggi l’assenza di indagini approfondite circa la presenza di alcune famiglie di inquinanti, in particolare non ci sono dati riferiti alla microplastiche ed ai PFAS, sostanze di cui è nota la pericolosità per la salute.
Gli unici dati ad oggi pubblici, per quanto attiene alle microplastiche nelle acque del lago, provengono da attività di una ricerca internazionale (guidato dalla ricercatrice Veronica Nava dell’Università di Milano-Bicocca e pubblicata su Nature il 14/07/2023), che ha raccolto campioni di acqua da 38 laghi distribuiti in 23 diversi Paesi e 6 continenti, in cui è stata evidenziata come nel lago Maggiore sia presente una tra le più elevate contaminazioni da detriti di plastica.
Similmente non ci sono al momento dati sulla ricerca dei PFAS (PFOS-PFOA sostanze di origine chimica non naturale): una recente ricerca condotta in Svizzera (messa in onda dalla tv svizzera Rsi il Novembre 2023 “Patti chiari”) ha rilevato una alta concentrazione di PFAS nel Lucioperca (specie ittica presente nel lago Maggiore), ovvero ha superato i 2600 ng/100 grammi. Considerando che i limiti massimi tollerabili considerati dall’Unione europea sono pari a 4,4 ng per chilo, una persona che pesa 70 chili, mangiando solo 100 grammi di uno di questi pesci supererebbe di quasi 10 volte quella soglia.
Stante queste pubbliche informazioni e la mancanza di dati attualizzati circa tali inquinanti (la normativa sulle acque potabili è stata aggiornata solo molto recentemente, nel 2023, e non sono ancora iniziati i monitoraggi), si rappresenta l’opportunità di adottare un principio di precauzione e cautela nella scelta del progetto di emungimento delle acque del lago; contestualmente si ribadisce l’indicazione di mantenere attivo il pozzo 1 che, per effetto della naturale filtrazione delle acque di falda, mantiene maggiori garanzie di potabilità.
Dai dati pubblicati da acque Novara VCO è emerso che il nostro acquedotto subisce delle forti perdite idriche che sfiorano il 50%: tale importante dato, confermato pubblicamente anche dall’amministrazione comunale, deve portare alla riflessione che prima di cercare nuove forme di approvvigionamento (con costi esorbitanti) sarebbe più opportuno sistemare tali perdite, la cui eliminazione potrebbe garantire quasi il doppio della disponibilità di acqua ai cittadini.
In merito al progetto di Piazza F.lli Bandiera, pur condividendo la necessità di riqualificare il quartiere, si ritiene che quanto presentato sia oramai superato, così come attestato anche dalla petizione di firme per rivalutare il progetto.
Ai cittadini/e del quartiere Sassonia, non servono solo parcheggi, ma aree verdi, spazi di socialità per gli adulti e aree di gioco per i bambini; occorre che la piazza sia pensata come un polmone verde, con alberature in mezzo a tanto cemento, con tutt’al più, ad esempio, con una struttura coperta più leggera (ed economica) pensata per promuovere gli agricoltori/artigiani/vivaisti locali, e diventando quindi riferimento cittadino per quello che viene chiamato mercato a Km 0, luogo che potrà diventare un posto di incontro nelle sere e nelle giornate libere dal commercio, un po’ come avviene nella pensilina dell’ex imbarcadero di Intra.
Il costo del progetto presentato dall’amministrazione si dimostra all’analisi decisamente sproporzionato, pensato in origine nel 2016 a 6.350.000, oggi costerebbe oltre 10.000.000 di euro. Un costo fortemente impattante per le risorse dal bilancio comunale, che sarebbe meglio riconsiderare con una visione più ampia sul futuro urbanistico, turistico sociale ed economico di questa citta.
Riteniamo che solo un percorso di maggiore condivisione cittadina porterebbe a più opportune soluzioni, facendo esprimere ai cittadini/e verbanesi e della Sassonia quale potrebbe essere il miglior destino di quelle aree pubbliche”.

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