Per l’Ue è ora di declassare la tutela dei lupi Diventati un pericolo per il bestiame

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Dalla protezione assoluta alla tutela semplice. E’ il declassamento dello status del lupo proposto dalla Commissione europea dopo una consultazione lampo durata poco più di tre mesi. In concreto, vuol dire passare dal divieto di cattura, uccisione e di disturbo della specie a un obbligo più generico per gli Stati di mantenere un buono stato di conservazione. La proposta dovrà essere approvata prima dal Consiglio Ue per essere poi esaminata dal Comitato della Convenzione di Berna sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali. Alla Convenzione aderiscono 50 Stati più l’Ue e per approvare la proposta serve la maggioranza qualificata. La Commissione interviene per rispondere alla richiesta “di maggiore flessibilità” da parte delle autorità locali, ha spiegato la presidente Ursula von der Leyen. Perchè se “il ritorno dei lupi è una buona notizia per la biodiversità in Europa”, la loro concentrazione “in alcune regioni europee è diventata un pericolo reale, soprattutto per il bestiame”.
Intanto gli ambientalisti attaccano frontalmente la Presidente, accusandola di essere troppo accondiscendente con la sua parte politica, il Ppe, che da anni conduce una campagna per il declassamento dello status di specie protetta del lupo. La presidente della Commissione “sacrifica” la conservazione della specie “per il proprio tornaconto politico”, è il giudizio del Wwf. . Gli avvocati ambientalisti di Client Earth definiscono la notizia “un triste presagio per la protezione della fauna selvatica in Europa”. Per il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, l’intervento di von der Leyen è “auspicabile e doveroso per garantire la sopravvivenza di altre specie messe a rischio dall’eccessiva proliferazione di questo animale”. “Ora bisogna fermare le stragi negli allevamenti che hanno costretto alla chiusura delle attività e all’abbandono della montagna”, si legge in una nota di Coldiretti.

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