Mottarone, domani inizia l’udienza preliminare. Il piccolo Eitan parte civile finché non sarà definito il risarcimento

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E’ il momento della verità per la tragedia della funivia del Mottarone. Domani mattina alle 10 alla Casa della Resistenza di Fondotoce inizierà l’udienza preliminare davanti al gup Rosa Maria Fornelli.
La giudice dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio della procuratrice Olimpia Bossi e della pm Laura Carrera nei confronti di Luigi Nerini, titolare della società Ferrovie del Mottarone, Enrico Perocchio, direttore di esercizio, Gabriele Tadini, capo servizio, Anton Seeber, presidente del cda di Leitner Spa, gruppo che aveva in carico la manutenzione della funivia, Martin Leitner, consigliere delegato, Peter Rabanser, responsabile del customer service, e le società Leitner Spa e Ferrovie del Mottarone Srl.
Le accuse a vario titolo sono di attentato alla sicurezza dei trasporti, rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime. A Perocchio e Tadini viene contestato anche il falso.
All’udienza non sarà presente la procuratrice Bossi, costretta a casa per un infortunio. A fianco della sostituta Carrera, che con Bossi ha coordinato le indagini dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria e della Compagnia di Verbania, ci sarà anche la magistrata verbanese Sveva De Liguoro.
In programma per l’udienza di domani ci saranno le costituzioni di parti civili da parte dei familiari delle 14 vittime, del piccolo Eitan, unico sopravvissuto, del Comune di Stresa e della Regione Piemonte.
In corso trattative per i risarcimenti da parte di Ferrovie del Mottarone e da Leitner, gli esiti saranno comunicati al giudice.
“Sotto il profilo dei risarcimenti ci sono buone possibilità per chiudere abbastanza presto – dichiara l’avvocato di Eitan Fabrizio Ventimiglia che annuncia che usciranno dal procedimento non appena i risarcimenti saranno definiti -. L’interesse principale di tutti è che il bambino stia lontano dalle questioni del processo e della mediaticità”. Eitan ora ha quasi 9 anni. Ne aveva cinque quando nel terribile incidente ha perso la mamma, il papà, il fratellino Tom di 2 anni e i bisnonni. “Eitan ne ha già vissute troppe – aggiunge l’avvocato -. Deve frequentare la scuola e gli amici. Da un punto di vista fisico sta molto meglio, è una sorta di miracolato. Da un punto di vista psichico è impossibile rispondere, è con gli anni che si vedono i riflessi di una tragedia simile. E’ circondato dall’affetto di tutta la sua famiglia, degli amici e dei compagni, fa una vita normale, ma è importante che non subisca altri traumi. Stare in un processo penale a 9 anni è un trauma, per questo non vogliamo assolutamente starci”.

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