La società delle Regate fa una donazione a favore del progetto “Casa del fiore”

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La “Società delle regate 1858” di Belgirate ha fatto una cospicua donazione alla “Fondazione Bianca Garavaglia” che si occupa della ricerca e della cura dei tumori pediatrici. Si tratta di 720 euro che sono il frutto del ricavato di due manifestazioni veliche denominate l’Inverna di Belgirate. La presidente della Fondazione, Franca Garavaglia Carnaghi, ha manifestato la sua gratitudine: “Con questa generosa donazione la “Società delle regate 1858” ha contribuito a scrivere il primo capitolo della nostra nuova avventura: la realizzazione della “Casa del fiore” di Lesa, una residenza per le vacanze destinata a bambini e adolescenti in cura nel reparto di Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Grazie a questo contributo i sogni di tanti piccoli guerrieri che lottano contro il cancro si avvereranno. Non solo, ma anche le loro famiglie potranno godere di una pausa di normalità, in un luogo speciale, immersi in un paesaggio incantevole sul lago Maggiore. Insieme si potrà sostenere la ristrutturazione dell’edificio storico che ospiterà la “Casa del fiore” e si potrà donare ai piccoli ospiti e alle loro famiglie un’esperienza indimenticabile, fatta di gioia, svago e speranza. Non sarà di certo una ‘vacanza dalla malattia’, ma permetterà loro di beneficiare attimi di spensieratezza tra una cura e l’altra”. La Presidente conclude: “A chi ci sostiene dico che siete davvero speciali anche per la fiducia che avete riposto in questo progetto”. La “Casa del fiore” sorgerà a Lesa nell’ex asilo infantile denominato “Padiglione Genietto”, la scuola materna da un ventennio è stata trasferita nell’edificio delle scuole “Alessandro Manzoni”. Il sindaco Luca Bona afferma: “Lo stabile si trova in uno stato di conservazione ottimale. Ne nascerà un centro che proseguirà quelle che erano le intenzioni della famiglia, che soggiornava a Lesa e che ha edificato questo padiglione, proprio in memoria del loro figlio, morto prematuramente, che si chiamava Eugenio, da qui la denominazione di “Padiglione Genietto”.

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