Alice De Ambrogi e Lucio Reggiori candidati alle elezioni regionali per il Pd nella circoscrizione Vco

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Alice De Ambrogi, segretaria provinciale del Pd, di professione funzionaria di Sport e Salute, si candida alla Regione come capolista, nel collegio del Vco.
Da dieci anni in consiglio comunale a Verbania, spiega di voler rappresentare una squadra di persone, frutto di un lavoro di costruzione di una classe dirigente e di un capitale umano. “Sono orgogliosa del percorso fatto – ha detto De Ambrogi -. Le nostre candidature non sono individuali, ma rappresentano una comunità. Stiamo lavorando sul programma, ma senza idee preconcette, abbiamo fatto la scelta di costruirlo insieme alle persone, anche non iscritte al Partito Democratico”.
E ha proseguito: “Vorrei che la mia candidatura sia un megafono per le donne, perché possano far sentire la propria voce. Questo percorso deve essere condiviso, perché dove non c’è la partecipazione, succede che vince la destra”. E ancora: “La destra che dove ha governato ha creato divisione, come avvenuto sulla sanità”. De Ambrogi ha attaccato il governo regionale che ha “una concezione della donna arretrata” e non ha fatto “niente per la politica della casa”.
Annuncia che costruirà un programma su politiche sociali, sanità, ma anche turismo e sport.
L’altro candidato è Lucio Reggiori, già dirigente sindacale Cgil, oggi in pensione, con militanza politica dal Pci fino al Pd. “La scintilla per questo impegno – ha detto – è stata vedere la rassegnazione sul territorio”. Due i temi su cui Reggiori si è concentrato, sanità e lavoro.
“Cirio è venuto cinque anni fa a dividere il territorio sulla sanità, che via via è sempre più gestita da privati. I dipendenti dell’Asl rappresentano meno del 50%, gli altri sono dipendenti di cooperative e gettonisti. Bisogna rendere questo lavoro appetibile”. E ha aggiunto: “La regione ha il compito della formazione professionale e può fare molto. Non possiamo arrenderci al dato di 12 mila persone del nostro territorio che devono andare a lavorare in Svizzera, e a una grande percentuale di giovani che non studiano e non lavorano”. Reggiori ha posto l’attenzione anche sui temi del lavoro nero e irregolare e della sicurezza: “Lo Spresal dipende dalla Regione. Il personale è insufficiente e si preferisce non fare controlli”.

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