Ad Anzino torna la Domenica del giglio, celebrazione officiata dal rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova

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Anzino si appresta a celebrare la Domenica del Giglio. Ogni anno, nel piccolo paese della Valle Anzasca, una festa antoniana unica al mondo, che ricorda l’arrivo in paese del quadro di sant’Antonio, considerato miracoloso dalla devozione popolare.

Si tratta della pala d’altare del Santuario di S. Antonio che raffigura i miracoli del santo.

La tela, secondo la tradizione, ebbe un trasporto avventuroso verso le Alpi. Giunta ad Anzino, fu salutata dalla fioritura dei candidi gigli nei pascoli di montagna, tra la neve dell’inverno.

Il quadro conobbe da subito una particolare venerazione non solo in Valle Anzasca, ma da parte di tutte le valli vicine e la festa di gennaio si attestò molto presto nei registri locali.

Ancora oggi la “Domenica del Giglio” ricorda il legame profondo tra il Santo e gli anzinesi, richiamando moltissimi pellegrini da tutte le valli circostanti e da tutta la diocesi di Novara.

Questo sabato alle 20,30 i primi vespri, domenica alle 11 la messa solenne celebrata da Fra Antonio Ramina: anche quest’anno ci saranno il rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova insieme con un confratello.

Alle 15 vespro solenne e processione con la statua del santo.

Non solo. Ogni anno tra i monti della Val d’Ossola si ripete un rito antichissimo e ricco di fede: da 350 anni i pellegrini da tutto il territorio circostante giungono a piedi attraverso i monti al borgo di Anzino per pregare sant’Antonio. È questo il “Cammino di Anzino”, recentemente convenzionato con il “Cammino di Sant’Antonio” che da Camposampiero arriva a La Verna, nel suo tratto principale.

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