Venerdì alle 18 inaugurazione di Paesaggi Narranti al Museo del Paesaggio per il 150° del Cai Verbano

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In occasione del 150° anniversario della fondazione, il Cai Verbano si confronta con
le opere della Pinacoteca del Museo del Paesaggio di Verbania.

Attraverso la natura protagonista della pittura paesaggistica e l’osservazione delle
vedute rappresentate nei dipinti, si ha una visione della montagna e della vita degli
alpigiani che cambia. È in quest’ottica che nasce Paesaggi narranti: suggestioni
narrative scritte da Tullio Bagnati, una passeggiata che accompagna il pubblico
attraverso le sale del museo tramite nove opere scelte che evidenziano i
cambiamenti ambientali, la trasformazione della vita alpina e l’evoluzione
dell’approccio alla montagna che coincidono con la storia della sezione Verbano
Intra del CAI.

Paesaggi narranti verrà inaugurata venerdì 14 giugno alle ore 18.00 e sarà allestita
a Palazzo Viani Dugnani fino al 6 ottobre 2024. E’ promossa dal Cai Verbano Intra
con il Museo del Paesaggio e con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Vco.

Era il 2 maggio 1874 quando ventotto cittadini di Intra presentarono domanda
all’Associazione centrale del Club Alpino Italiano per costituire una nuova sezione
che avrebbe preso il nome di Verbano per esprimere la volontà di rappresentare
entrambe le sponde del Lago Maggiore. Oggi, a distanza di 150 anni, la Sezione
Verbano Intra del CAI continua a diffondere la conoscenza e la frequentazione
rispettosa della montagna.

Il percorso di Paesaggi narranti parte dalla Veduta di Intra dal lago di Luigi Litta con
lo skyline della città all’epoca della fondazione del Cai Verbano. Prosegue con le
vedute dei paesaggi alpini di Federico Ashton, propone una riflessione sui
cambiamenti climatici, racconta un passato che non c’è più ma anche gli ambienti e
la natura della montagna. Infine Fletschhorn di Eugenio Gignous, con la storia di un
“quattromila mancato” e di un bizzarro progetto per alzare di sette metri la vetta.

“Si dice che passeggiare sia una pratica di vita importante. Lasciarsi accompagnare
dalle opere di queste sale del Museo con le proprie ipotesi di descrizione di un
paesaggio e con libero cammino, forse ancor di più” scrive Tullio Bagnati. Che per
sottolineare la temporalità della narrazione riprende anche una frase di Antonio
Massara, fondatore del Museo del Paesaggio: “Il paesaggio non è statico ma con
frase anche troppo usata oggidì dinamico …”.

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