Parigi val bene una Roubaix: per Ganna, Longo Borghini e Barale niente ‘Inferno del Nord’

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“No, niente Parigi Roubaix, questa corsa ci sarà anche nelle prossime stagioni, le Olimpiadi ci sono in questa stagione e vengono ogni quattro anni”. È parola di Pippo nostro, che quella corsa la ama, non lo ha mai negato, e sa quanto possa essere insidiosa: una caduta, una scivolata, una giornata di pioggia foriera di qualche malanno e tutto il programma di preparazione che rischia di andare a quel posto. Meglio dare appuntamento al 2025 alla Foresta di Aremberg ed al Carrefour de l’Arbre; tratti di pavè mitici. Troppo importante essere perfetti al Velodrome di S. Quentin En Yvelines e nella crono olimpica per rischiare. Elisa Longo Borghini questa corsa l’ha pure vinta alla maniera bella: in maglia tricolore, da sola nel velodromo, dopo un bel pezzetto in fuga. Gara sua (un po’ come tutte le classiche) ma pure lei in questo 2024 non sarà al via. Dopo la Gand Wevelgem, dopo la Dwaars Door Vlaanderen per lei la Ronde Van Vlaanderen (che poi sarebbero la ‘Attraverso le Fiandre’ ed il ‘Giro delle Fiandre’ ma è così bello dirlo alla fiamminga) ed un salto a piedi pari alla Brabantse Pijl (‘la Freccia del Brabante’) e via con Amstel Gold Race prima di Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi. Non sappiamo i motivi di questo ‘no’ alla Roubaix; probabilmente una scelta di squadra ma sappiamo quando Longo Borghini sia motivata per i grandi appuntamenti in azzurro: la corsa in linea di Parigi 2024 e quella dei mondiali di Zurigo. Scelta in chiave olimpica/mondiale? Non si sa e visto che nemmeno Franceschina Barale ci sarà per vedere i nostri campioni galleggiare sui blocchi di porfido bisognerà aspettare l’anno prossimo.

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