Cusio Capitale dell’Inclusione: a Omegna una bella festa di sport e inclusione

Condividi articolo:

Una bellissima festa di sport e inclusione, che ha richiamato ragazzi anche da fuori regione: si è rivelata un successo l’iniziativa Cusio Capitale dell’Inclusione, tenutasi a Omegna e promossa dall’Ente Italiano Sport Inclusivi e da Azzurra basket e sostenuta da Fondazione Alberto Giacomini.
Due giorni densissimi, apertisi con un convegno volto a sensibilizzare sul concetto di disabilità e proseguiti in un vortice travolgente di giochi e iniziative sportive che hanno coinvolto spesso e volentieri anche spettatori e semplici curiosi.

“Sono stati giorni molto impegnativi ma senza dubbio emozionanti – commenta Fabio Marzorati, responsabile del progetto Baskin e delegato regionale EISI per il Piemonte -. Oltre al Baskin, che si è preso la scena sabato mattina, hanno avuto ampio spazio anche il calcio inclusivo in compagnia degli amici degli Invincibili e due new entry, le bocce e il calcio balilla. Tutte le squadre che si sono affrontate erano miste, e in alcuni casi abbiamo coinvolto anche qualcuno degli spettatori presenti. Le regole sono infatti studiate in modo tale che tutti possano giocare insieme e dare il massimo per le proprie capacità, indipendentemente dal grado di disabilità: nel calcio o nel basket, ad esempio, i più fragili non possono essere contrastati, mentre i più abili hanno a disposizione soltanto un numero limitato di tiri; questo permette di divertirsi in compagnia mantenendo un certo equilibrio tra le squadre. Siamo davvero soddisfatti dell’andamento dell’evento, a cui hanno tra l’altro partecipato anche realtà provenienti da fuori regione, come ad esempio l’ASD Zio Pino Baskin di Udine e l’oratorio di Rho, a cui abbiamo offerto per intero il soggiorno grazie al supporto dell’EISI e della Fondazione Giacomini.

Quest’anno abbiamo davvero costruito tanto – chiosa soddisfatto Marzorati -. ora ci prenderemo una pausa estiva per poi ripartire a settembre con nuove iniziative; in particolare dovremo probabilmente allestire una terza squadra di Baskin, dal momento che negli ultimi tempi ci sono sempre più ragazzi interessati a questa disciplina, che si sta diffondendo anche in Europa.

Articoli correlati