Chiusura della linea ferroviaria, Gusmeroli ha incontrato l’ad di Rfi. Marchionini: “nessuna condivisione con il territorio”

Condividi articolo:

Chiusura della linea ferroviaria tra Arona e Domodossola la prossima estate, l’onorevole Alberto Gusmeroli ha avuto un colloquio con l’amministratore delegato di Rfi Gianpiero Strisciuglio.
L’intervento fa parte dei lavori concordati con il Governo Svizzero, ha spiegato Strisciuglio, e nell’estate 2024 è appunto previsto il tratto Arona Verbania. Nei prossimi anni gli interventi riguarderanno le tratte a salire verso Domodossola. L’attività che riguarda la tecnologia attualmente presente sulle linee alta velocità, dovrà essere terminata su tutta la linea entro giugno 2026, perché finanziata con i fondi Pnrr.
“Detti lavori – ha spiegato Strisciuglio a Gusmeroli – negli scorsi mesi, sono stati oggetto di continue interlocuzioni con gli enti locali. Gli accordi sono stati presi sia con Regione Piemonte che con Regione Lombardia”.
La decisione è stata di estendere la tratta chiusa fino a Premosello.
“Ho chiesto – riferisce – Gusmeroli se si potevano effettuare i lavori non in periodo di punta del turismo, ma mi è stato riferito che non è possibile se non in periodo caldo”
A causa della scadenza del Prnn, non sarà possibile posticiparli.
Gusmeroli comunica anche che nei prossimi giorni avrà ulteriori interlocuzioni “per vedere come limitare i disagi mantenendo al massimo la sicurezza dei lavoratori Rfi”. Sulla questione interviene anche il sindaco di Verbania Silvia Marchionini: “vale la pena di sottolineare l’assoluta mancanza di coordinamento e confronto con gli enti locali e gli operatori economici del territorio. I lavori di adeguamento finanziati con fondi PNRR sono sicuramente una priorità e ben venga il potenziamento e la messa in sicurezza della linea, ma mi chiedo se tutto questo era così impossibile organizzarlo in una stagione non corrispondente a quella turistica”.
Prosegue Marchionini: “Non è stata data nessuna informazione preventiva e la regione Piemonte non ha nemmeno organizzato una riunione con gli operatori turistici del lago Maggiore e gli enti locali interessati per condividere la situazione. È chiedere troppo? Anche per verificare assieme quali mezzi sostitutivi saranno a disposizione, in che modalità, se saranno sufficienti, per non colpire troppo pendolari e turisti.”
E prosegue: “Qualcuno in Regione Piemonte si occupa degli interessi di questo territorio, cerca di governare le situazioni o è solo in perenne campagna elettorale?
Sembra, come sempre, che il lago Maggiore eccellenza turistica del Piemonte, sia per la Regione e chi la guida uno mero slogan elettorale. Senza una risposta chiara e un dialogo, è normale che poi aumenti la protesta e la rabbia di chi usa questo importante mezzo di collegamento”.

Articoli correlati