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Il trionfo, il mito, la ‘Regina di Coppe’

Un successo storico della Igor Gorgonzola Novara in Champions League, la settima Coppa di Piccinini, la quarta di Barbolini, una squadra che ha concluso la sua storia in attesa di un nuovo gruppo, una squadra che però è già nella storia dello sport del nostro territorio…

 

igor champions coppa

 

Chiudere da campione, chiudere con il canto del cigno di un gruppo formidabile, perché è bene dirlo senza girarci intorno cosa è stata la Igor 2018/2019, anche a dispetto di dei soliti ‘webeti-allenatori-presidenti’ che anche in una serata di assoluta gloria devono trovarci il neo. La Igor Gorgonzola Novara di Suor Giovanna Saporiti, di patron Leonardi, di Enrico Marchioni, che fa parte dei ‘padri fondatori’ del volley novarese sin dal 2001, di Massimo Barbolini, un tecnico signore; uno che fa parlare i fatti; 41 trofei in carriera; il 41esimo è la sua quarta Champions League vinta in una piazza dove negli anni ci sono stati grandi coaches che si chiamavano Luciano Pedullà, Lang Ping, Alessandro Chiappini o Gianni Caprara ed anche Fenoglio, che vinse il primo scudetto gaudenziano, per dirne qualcuno. Quattro Champions vinte con quattro squadre differenti: Matera, Perugia, Casalmaggiore e Novara, la prima da giovanissimo, nel 1996 quando il pallone era bianco e c’era pure il cambio palla. Uno staff che con Davide Baraldi e Maurizio Mora insieme al resto del gruppo ha davvero fatto bene. Era questo trofeo, quello che ti celebra, quello che ti innalza a regina del vecchio continente, il vero obiettivo della Igor 2018/2019; ne siamo stati convinti da inizio stagione, con la prima fase davvero mostruosa delle igorine che non hanno lasciato nemmeno un set, sensazione che è diventata consapevolezza nel turno contro Stoccarda e soprattutto dopo la vittoria per 3-0 ottenuta in casa del Vakifbank in semifinale; quella vittoria, a nostro modo di vedere ha detto molto: non si va a vincere largo in casa della squadra che negli ultimi anni è sembrata più una macchina da vittoria che una formazione di pallavolo, se non si ha voglia di arrivare in fondo; si è visto atteggiamento, cattiveria, voglia di vincere in campo e fuori quella sera e non importa se al ritorno c’è stato da soffrire, sempre contro il Vakif si giocava e c’era da aspettarselo. La finale europea, arrivata dopo una serie di finali scudetto obiettivamente brutte, è stata a senso unico: Conegliano, probabilmente con una tenuta mentale differente rispetto ai giorni tricolori ( e ci sta, difficile tenere ‘la testa’ dopo un successo per 15 giorni), non ha saputo opporsi ad una Igor che da subito ha mostrato il giusto ‘occhio della tigre’. Imoco ha vinto il terzo e si è giocata il quarto ma, ci piace guardare anche la metafisica nello sport ed i piccoli segnali nascosti, questa sera la Igor non avrebbe perso mai questa partita. La Novara pallavolistica sale sul tetto d’Europa, è la prima volta che sotto la cupola di San Gaudenzio si festeggia il massimo titolo europeo: la Coppa dei Campioni non era arrivata ai tempi belli dell’Hockey: non negli anni ruggenti di Panagini ed Olthoff ma nemmeno negli anni più recenti di Mariotti e dello sfortunato Stefano ‘Bundi’ Dal Lago, non era arrivata con l’Asystel che perse in finale pur vincendo spesso in Europa. Ora quell’onta sportiva è stata lavata con questo successo di un gruppo, lo ripetiamo, formidabile, passato alla storia dello sport novarese. La squadra? Forte, davvero forte, magari non una corazzata ma sicuramente tra le squadre più forti della stagione in tutto il mondo: finale scudetto, finale di Supercoppa (quelle perse), finale di Coppa Italia e di Champions vinte. Quattro manifestazioni disputate, quattro finali giocate, sempre contro l’altrettanto forte Conegliano scudettata: 2 trofei a testa. Adesso però si cambia: tante lasceranno i colori azzurri: Paola Egonu, Lauren Carlini, Michel Baersch, Celeste Plak ma anche Camera, Nizetich, Bici, Stufi e Zannoni. Anche Francesca Piccinini, che ha vinto la sua settima Champions League a 40 annii e, francamente, ci piacerebbe che la coetanea Francesca stasera annunciasse lo stop, da trionfatrice ed icona della pallavolo azzurra. Certo, il dispiacere dei tifosi c’è ed è grande (anche perchè spesso la scelta è stata delle ragazze) ma ora nascerà un nuovo gruppo sempre affidato a Barbolini, si dice arrivano la regista Hancock, l’opposta naturalizzata italiana Brakocevic, le bande Vasileva e Courtney ma anche le stelline del Club Italia Morello e Nwakalor, le giovani Gorecza e Napodano, le esperte Arrighetti e Di Iulio. Attendiamo ufficializzazioni e, magari, sorprese. Intanto però che i tifosi si godano il successo di questa Igor che ha portato il nostro volley in vetta all’Europa peraltro insieme alla Lube Civitanova che ha vinto la Champions maschile. Chiudiamo con una provocazione. I miti restano per sempre ed allora, un po’ come successe ai Chicago Bull’s del 1998, quelli di Jordan, Pippen, Rodman, Longley, Kukoc, Harper che dopo aver vinto tre titoli Nba di fila (er due volte consecutive) venne smantellata ma oggi è nel mito, questa squadra sarà per sempre la mitica Igor Gorgonzola Novara 2018-2019, la ‘Regina di Coppe’.

Foto: IgorVolley/Cev

GT

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