logo1

Francesca Piccinini: “Il mio segreto ? Mi diverto ancora come fosse il primo giorno”

francesca piccininiPochi giorni fa avevamo fatto gli auguri a Francesca Piccinini, che oggi a 39 anni parla del ‘suo’ volley: “Lo scudetto a Novara per me è storico come il mondiale 2002, vorrei essere un riferimento per le giocatrici più giovani, fermarmi? No, mi diverto ancora”.

Compleanno in viaggio, compleanno in palestra. Per chi ha dedicato tutta se stessa allo sport fin da giovanissima, come è stato per Francesca Piccinini, spegnere le candeline lontano da casa non è una novità. Trentanove anni compiuti mercoledì 10 gennaio e tutti da festeggiare per la campionessa di Massa, che a soli 14 anni ha esordito nel massimo campionato italiano con la Carrarese. Poi una carriera lunga venticinque anni e vissuta sempre al massimo livello, con la stagione al Paranà in Brasile (unica fuori dall’Italia) nel 1998-1999 a fare da spartiacque alla carriera. Al rientro in Italia l’approdo a Bergamo con cui ha vinto il suo primo trofeo europeo (era il 1999-2000 e la Champions League si chiamava ancora Coppa Campioni): saranno in tutto nove, con una Coppa Cev, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea e ben sei Champions League, l’ultima nel 2016 a Casalmaggiore. “Ogni vittoria, ottenuta con il club o con la nazionale, ha avuto un sapore speciale ed è stata a suo modo unica – racconta la schiacciatrice toscana – e se il Mondiale vinto a Berlino nel 2002 è stato storico, lo stesso posso dire dello Scudetto vinto a Novara pochi mesi fa. La città lo aspettava da 15 anni e io ho scelto questo club proprio per centrare questo obiettivo. Sono orgogliosa ma nonostante l’età non voglio certo fermarmi: ci sono ancora palloni da mettere a terra e trofei da inseguire”. In campo, da compagne o da avversarie, ormai capita spesso di incrociare atlete che quando ha iniziato a giocare non erano ancora nate: “Mi piace confrontarmi con loro, mi piace pensare di essere un punto di riferimento che le aiuti a crescere e migliorare, proprio come a suo tempo è capitato a me con le mie compagne più esperte. Di contro, credo anche che da questo confronto possa riuscire anche io stessa a migliorare e crescere”. Che effetto fa, festeggiare il compleanno lontano da casa? “Ormai ci sono abituata, dopo tanti anni non è più strano. In un certo senso lo festeggio con quella che è la mia “famiglia” nel corso della stagione, della quotidianità, ovvero la mia squadra, la mia società. Essere un’atleta professionista vuol dire fare sacrifici, lo sapevo quando ho scelto questa vita e lo ricordo ogni giorno, quando scelgo di continuare. Il futuro è una famiglia, è la maternità. In attesa che arrivi il momento, però, continuo a scegliere la pallavolo. Mi diverto ancora come il primo giorno, questo è il mio unico segreto”.

Pin It

GUARDA LA TV LIVE

Sport

Pubblicità-sport

loghi sport

Ricetta della settimana