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Le pagelle del ciclismo 2019

ciclismo variaLe pagelle della stagione 209 del ciclismo per alcuni dei personaggi pedalatori e non solo nel mondo del nostro ciclismo, dai professionisti, ai giovani, dai biker ai direttori sportivi sino ai team, un giudizio sereno sull’anno delle due ruote appena terminato…

La stagione 2019 del ciclismo è definitivamente chiusa, vale la pena tracciare una pagella dei principali protagonisti della stagione stesse, analizzandone nel dettaglio risultati e prestazioni, in vista della prossima annata di gare, cercando di capire quali possano essere i loro obiettivi; serenamente, con la certezza che tutti i protagonisti e le protagoniste abbiano dato il massimo in ogni frangente. Si potrà vedere che l’annata è stata certamente positiva con qualche mancanza, qualche attesa vana e qualche bella sorpresa:

Filippo Ganna (Team Ineos): stagione di grandissima crescita per il vignonese; che in pista fosse uno dei grandi già si sapeva ma il terzo titolo mondiale ed in record del mondo nell’inseguimento sono qualcosa di enorme per lui e per il ciclismo italiano. Il passaggio al Team Sky, poi Team Ineos, ha portato ad una netta crescita anche su strada, con successi in alcune cronometro, con un titolo italiano ed un inatteso ma bellissimo podio mondiale sempre contro il tempo. Ganna spesso si è messo al servizio dei compagni di squadra in varie gare, forse qualcuno si aspettava qualcosa di più nelle classiche del Nord ma la stagione di Filippo è stata di assoluto pregio. Nella prossima annata c’è il quarto mondiale nel mirino, il target Olimpiadi di Tokyo con il quartetto che è un obiettivo importante così come, aggiungiamo noi, la crono olimpica su strada (che però è dura) e quella mondiale, totalmente pianeggiante. E poi magri iniziare a ragionale sull’assalto al record dell’ora. Ci attendiamo ancora una ulteriore crescita di Pippo, magari su strada, nella corse o nella tappe (certo l’esordio in una grande corsa; o il Giro o la Vuelta), per togliersi di dosso la stupida maschera, che qualcuno gli ha affidato: ‘è solo un pistard’; non c’è cosa più sbagliata. Il voto è 9.5, perchè la perfezione questo ragazzone ancora non l’ha raggiunta; questione di tempo.

Elisa Longo Borghini (Trek Segafredo): Elisa non è una che vince tantissimo ma le sue vittorie sono sempre di qualità ed è un nostro mantra quello che un atleta ai massimi livelli non lo si deve giudicare sol dal numero dei successi messi nella saccoccia. In questo 2019 per Elisa è arrivata la vittoria in una tappa e nella classifica finale della Emakumeen Bira, il Giro del Paesi Baschi femminile. Nella sua stagione ci sono stati però momenti difficili che l’hanno frenata, come nelle classiche valloni in Belgio a causa di alcuni problemi fisici. Al Giro Rosa è stata ancora una volta la migliore delle italiane, al campionato Italiano ci ha provato ma il tracciato non favoriva le attaccanti e come da pronostico è andato alle ruote veloci. La migliore Elisa si è vista a fine stagione con tanta sfortuna nella staffetta mista, con una foratura (ed un super recupero) che ha scalciato la squadra da un podio possibile che era arrivato agli europei, con una lettura di corsa perfetta nella prova in linea che l’ha portata ad essere quinta sul traguardo. Poteva esserci un bel successo al Giro dell’Emilia ma un errore in volata l’ha portata a chiudere seconda prima di un terzo posto nella crono tricolore. Insomma piazzamenti tanti, Elisa c’è comunque sempre e la sua stagione di certo non la riteniamo negativa, fari puntati su Tokyo per difendere la medaglia di Rio 2016 e su Martigny, per un mondiale che le si addice. Il voto è comunque un 8, perché restare a certi livelli è sempre significativo.

Francesca Barale (Allieva Pedale Ossolano): Beh, 19 vittorie in stagione, seppur giovanile, l’Oscar Tuttobici in saccoccia, successi nel campionato regionale su strada, il titolo italiano della cronometro nelle quali è stata a tratti imbattibile, quello in pista nell’americana (con Sara Fiorin) dopo l’argento nell’inseguimento, successi in gare importanti (Coppa Rosa, Ghisallo, Fomarco) ed una medaglia ai giochi giovanili di Baku. Con il campionato italiano su strada sfumato per una caduta sarebbe stata una stagione di pura eccellenza, così resta comunque qualcosa di grandioso. Ora il passaggio tra le juniores con la V02 Team Pink, squadrone dove Francesca dovrà probabilmente sgomitare in una formazione con tante punte, potrebbe essere una stagione di transizione ed apprendistato ma magari nemmeno; gli obiettivi saranno molti, perché no anche in azzurro. Voto: 9.5

Andrea Bartolozzi (Under 23Team Viris): Qualche momento decisamente buono con anche le braccia alzate ma anche qualche delusione come il malessere che lo toglie in fretta dell’orbita Giro d’Italia Under, il passaggio al professionismo con la Neri Sottoli KTM Selle Italia è un treno che passa non così inaspettato, viste certe dinamiche, ma magari in anticipo sui tempi che forse si potevano prevedere. Quando i treni passano però so deve fare il biglietto e salirci, per questo e per i bei momenti della stagione il voto è un 7.

Matteo Bellia (Under 23 Biesse Carrera): Una stagione nella quale non sono arrivati gli exploit di quella precedente per l’ossolano scalatore, qualche bel piazzamento c’è comunque stato per esempio al Gp De Gasperi ed al Palio De Recioto. Soprattutto qualche la strada saliva Matteo si faceva notare, anche se è mancato lo squillo il voto è positivo: 6.5

Marco Provera (Elite Team Speeder): Sfortuna, tanta, a parte, le ultime pedalate stagionali di questo ragazzo che ha terminato la carriera hanno detto molto della sua passione. In salita ha spesso detto la sua piazzandosi a ridosso dei 10 in varie gare importanti che hanno più valore di altre. La sua esperienza fatta di sacrifici ed allenamenti in orari antelucani merita un bel voto: 6.5

Samuele Rubino (Under 23 Team Kometa): Che fine ha fatto un puledrino di razza come il buon Samuele? Non lo si è visto molto sinceramente e questo dispiace. Necessità di ambientamento saltando così dalla categoria juniores alle porte del professionismo Può essere e lo aspettiamo in futuro con curiosità mista a certezza che ci sarà, questa stagione però è andata così così: 5.5 il voto, quasi per spronarlo.

Serena Calvetti (Elite Mtb, KTM Protec Dama): L’incidente alla Gimondi Bike sembra averla un pochino limitata e ci può stare visto che la botta è stata forte al pari dello shock, la stagione comunque non è stata negativa, Serena ha cercato di essere li, piazzandosi spesso nei grandi appuntamenti che ha onorato, brava per il titolo a squadre, il voto è buono: 7

Marta Pastore (Elite Mtb Bike O’ Clock): E’ una che c’è sempre e continua a correre per passione, merita il voto buono: 6

Fabio Garzi (Palazzago): annata sfortunata con un fastidioso stop, il 2020 alla Named Rocket ce lo aspettiamo sicuramente migliore, viste le doti che ci sono, e più fortunato, voto: 6

Pedale Ossolano (squadra giovanile): Solita stagione ottima per il sodalizio di Barale; di Francesca abbiamo detto, ma meritano applausi gli esordienti, con Donatelli e Porcelli su tutti, per vittorie e piazzamenti, bravi anche i piccoli primo anno, citiamo a caso Manuel Pedretti, gli allievi erano in una situazione di ‘rinnovo’ , bravi come sempre i giovanissimi ma il loro, per noi, è ancora un gioco. Resta il club traino del nostro movimento: voto 8.5

Marco Della Vedova (ds Team LVF): continua a guidare giovani talenti, per esempio Piccolo, Trainini.. con il team una stagione da applausi, lui ci mette del suo: voto 9.

Giampaolo Cheula (ds Androni Sidermec): nelle tante vittorie della formazione del GM Gianni Savio c’è molto del suo… ottimo lavoro: voto 9.

Andrea Blardone (ds Named Rocket): torna di brutto in ammiraglia dopo una storia di qualche anno fa nella quale ha pagato anche troppo, bene così, un passo alla volta: voto 7

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