Sono arrivate le prime reazioni alla vicenda della Metalbrass, l’azienda omegnese in enorme crisi, con dipendenti senza lavoro, senza stipendi e senza prospettive. ” Nonostante il futuro dell’azienda sia oramai segnato- cosi la Fiom Cgil Novara-Vco- la tutela dei lavoratori rimane la nostra piena priorità. Infatti siamo in attesa che l’azienda almeno per una volta faccia la cosa giusta: porsi in liquidazione e consentire quantomeno l’attivazione degli ammortizzatori sociali per cessazione. Ad oggi, come negli ultimi due anni, solo scuse e temporeggiamenti! 30 lavoratori che di fatto hanno già perso il lavoro, non possono perdere altro tempo e rimanere senza una copertura economica che li sostenga in questa fase delicata! Invitiamo nuovamente CCapital a fare quello che va fatto e contestualmente chiediamo il sostegno delle Istituzioni e della società civile in questo momento complicato” All’appello ha risposto l’amministrazione comunale di Omegna. “Siamo parte attiva nel tavolo prefettizio, per altro richiesto a suo tempo proprio da noi. In questo momento- le parole del sindaco Daniele Berio e dall’assessora Mimma Moscatiello- il passo più urgente, serio e responsabile è quello che dovrebbe compiere CCapital, il fondo proprietario di Metalbrass, è di avviare le procedure di messa in liquidazione dell’azienda al fine di poter garantire lo sblocco degli ammortizzatori sociali a sostegno dei lavoratori: passo che tra l’altro doveva già essere stato fatto. I referenti del fondo a più riprese hanno garantito di voler fare la loro parte almeno dal punto di vista formale e amministrativo, ma di fatto ad oggi hanno disatteso qualsiasi impegno. L’amministrazione comunale condivide le preoccupazioni e le sollecitazioni espresse dai Sindacati e conferma il massimo impegno e il più alto livello di attenzione, confidando nell’operato della Prefettura che fin da subito si è messa a disposizione”. Il comune ha anche annunciato che provvederà alla messa in sicurezza della vasca galvanica dello stabilimento, che va svuotata per evitare dispersioni nell’ambiente: era stato intimato di farlo con apposita ordinanza alla proprietà in base alle segnalazioni di Arpa
