“Salviamo il Castelli”: la Lega lancia uno slogan e una raccolta firme pro ospedale di Verbania. “L’assessore regionale Riboldi di FdI, che ha promesso la realizzazione dell’ospedale di Piedimulera – spiega il segretario cittadino Luigi Airoldi -, ha anche dichiarato che per il mantenimento del sito di Pallanza intende coinvolgere soggetti privati, sul modello del Coq di Omegna. Visto che per il nuovo nosocomio, se mai nascerà, serviranno tra i 10 e i 15 anni – prosegue Airoldi – e che i problemi della sanità locale sono tanti e irrisolti e non possono aspettare così tanto tempo, allora proponiamo che si inizi subito la ricerca di un partner privato affidabile e in grado di rafforzare l’ospedale di Verbania garantendogli, al contempo, lunga vita. Il Castelli, tanto per capirci, rimarrebbe pubblico, pagando il ticket come oggi, ma a gestione privata. L’obiettivo primario in questo momento è garantire la continuità assistenziale nei prossimi anni. A tal fine – annuncia il segretario cittadino della Lega Vco – avvieremo in città la racconta firme “Salviamo il Castelli”, con la consapevolezza di promuovere un’operazione di buon senso e la certezza di coinvolgere una grande parte della popolazione scontenta degli indirizzi dell’assessore Riboldi”. Il primo gazebo organizzato dalla Lega è in programma a Verbania nel mese di marzo.Intanto si muove anche il Comitato per la Difesa dei tre ospedali del Vco e della Sanità Pubblica, che contesta la scelta di costruire l’ospedale a Piedimulera. “La scelta di concentrare i servizi sanitari in un unico ospedale, considerata la conformazione della nostra Provincia, riconosciuta come provincia montana, pone ad avviso del comitato a grave rischio la salute, il benessere e la tutela dei cittadini e come tale merita di essere contrastata con fermezza da parte della popolazione” si legge nella nota del Comitato. “La politica – aggiungono – ci sta indirizzando verso una privatizzazione dei servizi sanitari, con il rischio concreto che solo chi dispone delle risorse necessarie possa curarsi, mentre tutti gli altri non avranno alcun servizio o sostegno”. Il Comitato crede sia, invece, “indispensabile mantenere e migliorare gli attuali tre ospedali del VCO e contemporaneamente investire risorse nella medicina del territorio, con particolare attenzione alla prevenzione primaria e secondaria, incentivando la stabilizzazione di medici di famiglia e infermieri di famiglia”. Il Comitato chiederà a tutti gli amministratori del VCO, Sindaci Assessori e Consiglieri comunali, di fare una scelta limpida e precisa e di sostenere la lotta per la conservazione dei tre ospedali. Nelle prossime settimane organizzerà manifestazioni e presidi davanti agli ospedali del VCO.
