Lo aveva promesso e così è stato. Ieri mattina via Pec il dirigente regionale che nei giorni scorsi ha ribattuto alle osservazioni del comune di Domodossola sulla scelta di Piedimulera quale area dove costruire il nuovo ospedale del Vco, si è visto recapitare un’articolata lettera a firma del sindaco Lucio Pizzi. In aggiunta anche una copia delle controdeduzioni elaborate dagli uffici comunali sullo studio del Politecnico.
Pizzi nella sua esposizione parte da un assunto : l’area di Piedmulera è satura di ingombri e interferenze e cita il metanodotto, il pozzo di captazione e gli elettrodotti. “Infrastrutture – dice Pizzi – che non risultano negli elaborati del Politecnico”
Il sindaco aggiunge ancora : “Appare contraddittoria e difficilmente sostenibile ‘affermazione secondo cui considerata la dimensione dell’area, la presenza di infrastrutture e le fasce di rispetto non escludono la possibilità di collocare il volume ospedaliero all’interno del perimetro individuato dal comune”.
L’amministratore ossolano rispedisce al mittente la frase in cui Sandro Petruzzi afferma la conformità urbanistica, acustica e il livello di accessibilità di Piedimulera sarebbero confermati sulla base alla documentazione fornita dal Comune,
“Queste verifiche – osserva Pizzi – costituiscono un semplice presupposto istruttorio preliminare e non possono essere rinviate in fase di progettazione”. Per il sindaco ossolano i controlli non possono basarsi semplicemente su informazioni date dal comune. “Questi accertamenti – ricorda Pizzi – rientrano tra le responsabilità tecniche della Regione e andavano effettuate prima che il Consiglio regionale fosse portato al voto sulla base di errati presupposti”.
Pizzi passa poi in rassegna i punti a suoi dire “inesatti” dello studio. Ovvero che solo il sito di Piedimuelra sia già destinato a funzioni sanitarie e ospedaliere e che la stessa area non presenta criticità rilevanti. “Singolare che lo studio del Politecnico non trovi traccia del fatto che Piedimulera oltre ad essere attorniata da attività produttive è vicino ad un importante sito industriale ad alto impatto ambientale e nel remoto caso che la realizzazione dell’ospedale fosse autorizzata, sarebbero necessariamente da prevedere misure tese ad evitare o ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo”. Sulla scorta di quanto evidenziato Pizzi conclude invitando la Regione Piemonte ad un immediato approfondimento della materia e ad apportare le correzioni del caso.
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