Come volete chiamarla se non sfortuna? Al netto dei tanti ed inutili per non dire ridicoli commenti social (“Non sa stare in gruppo”, “Non sa pedalare”, “Appena il livello si alza scompare”) che arrivano da personaggi che non sono solo scribacchini da tastiera ma anche da gente che il ciclismo lo conosce e bene, il ritiro di Filippo Ganna al Tour de France è stata solo sfortuna. È durata poco più di un’ora la avventura francese del vignonese, sino al km 52 della prima tappa Lille-Lille di 184.7 km, quando in un momento di vento laterale si potevano aprire ‘ventagli’, ovvero quella posizione del gruppo che porta a vantaggi importanti, sfruttando proprio il vento. In una curva che il gruppo ha affrontato a tutta Filippo cade con Sean Flynn della PicNic Post NL. Il vignonese resta a terra qualche attimo, lo sguardo è decisamente dolorante e contrariato. Arriva l’ammiraglia, arriva lo staff medico del Tour. Pippo si rialza, sempre dolorante risale in bicicletta; il gruppo è a due minuti: riparte, cambia una scarpetta e da solo riesce a rientrare, guadagnando il disavanzo che aveva perso. Pippo rientra ma lo si vede spesso toccarsi la schiena. Quando la corsa arriva al Mont Cassel, una collinetta in pavè Ganna si stacca, non riesce a spingere, si tocca la schiena, si ferma. Arriva l’ammiraglia e Pippo ci sale, lasciando la Grand Boucle che aveva preparato con dedizione. Lo portano all’ospedale per deve verifiche, perché la schiena fa molto male. Il general manager della squadra Zak Dempster ha parlato attraverso una dichiarazione inviata dall’uffici stampa della squadra sul canale whatsapp: “Filippo ha riportato una forte botta – le sue parole – non dovrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per questa cosa. Più che altro però presenta dei sintomi da commozione cerebrale con i quali non si scherza e dunque servono altri controlli”. Che dire, è lo sport; forse questa caduta, questo ritiro, sono arrivati in un momento particolare, quando serviva un risultato (come se arrivare secondo alla Milano Sanremo fosse una cosa scontata) nel momento topico della stagione, dopo che anche la Parigi Roubaix non era andata come si pensava e si è capito che certa critica a Ganna non perdona nulla. Una cosa però la diciamo; adesso è difficile capire quali possano essere i nuovi obiettivi di Pippo; si era parlato di Vuelta, di Europei, magari aggiungendo le classiche estive: San Sebastian, Amburgo o anche le classiche italiane, che sono tutte alla sua portata e fanno ‘albo d’oro’. Di certo però di questo ragazzone un pochino ombroso (ma è carattere) sentiremo ancora parlare.
