Macugnaga, tempi di stop lunghi per la funivia del Monte Moro dopo l’incidente dei giorni scorsi, impossibile al momento ipotizzare una possibile data di riapertura. “L’impianto è stato messo correttamente sotto sequestro, al momento la magistratura ha aperto un fascicolo contro ignoti” riferisce Filippo Besozzi, amministratore della Macugnaga Trasporti e servizi, società che gestisce gli impianti. Che prosegue: “Per fortuna non si registrano feriti gravi, la persona che ha riportato le ferite maggiori ha una prognosi di 10 giorni”. Lo stesso racconta quanto accaduto: le cabine non hanno rallentato automaticamente all’arrivo in stazione, il personale se ne è accorto ed è intervenuto ma a quel punto il rallentamento non è stato sufficiente da qui l’impatto con le protezioni della stazione e la caduta delle persone all’interno della cabina. Clamore anche a causa del centinaio di persone che, incolumi, già si trovavano al Moro e che sono dovute scendere a valle con gli elicotteri a causa dello stop all’impianto. Besozzi parla di una “macchina del soccorso imponente che ha funzionato benissimo, a partire dal personale dell’impianto e proseguendo con tutti i soggetti impegnati”. Inevitabili i paragoni con il Mottarone ma l’amministratore precisa: “Qui tutti i dispositivi di sicurezza erano attivi ed hanno funzionato, il guasto c’è stato ma questi dispositivi hanno tutelato quasi completamente l’incolumità delle persone”. Accanto all’inchiesta della magistratura un’inchiesta interna per approfondire le cause e capire bene cosa è accaduto a fronte di impianti, spiega Besozzi, che stati studiati perché cose di questo genere non accadano.
Nella giornata dell’incidente la call con il ministero per l’altro “nodo” da sciogliere per gli impianti macugnaghesi, lo stop del Burki Belvedere per problematiche di carattere amministrativo. Individuati dei funzionari di riferimento per la pratica che stanno facilitando le comunicazioni, sono state consegnate le integrazioni richieste. Ora, spiega Besozzi, si attende un confronto per capire se verranno evidenziate altre criticità, se serviranno altri approfondimenti o altri lavori che nel primo progetto di revisione non erano previsti. Una questione non da poco che allarga un’ombra di incertezza sul futuro. “Ci siamo rassegnati, ormai il Natale è perso – dichiara l’amministratore -, la nostra ultima speranza è di chiudere la pratica entro gennaio, così la prospettiva di andare avanti c’è”. Già perché se il problema dovesse essere non legato alla documentazione ma ad altri lavori da eseguire da parte del proprietario dell’impianto, il Comune di Macugnaga, cadrebbe la sostenibilità economica valutate le cifre importanti solitamente richieste. Intanto però dal punto di vista occupazionale si registra già un bagno di sangue per i 23 dipendenti della MTS: con lo stop al Moro 8 sono già stati licenziati, per i 15 restanti la cassa integrazione in attesa di capire se il Burki Belvedere riprenderà a funzionare nelle prossime settimane.
