Anche un ricordo delle giovani vittime di Crans Montana e dei feriti ieri nell’omelia del vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla in occasione della Santa Messa per celebrare il 504mo anniversario del Miracolo della Santissima Pietà di Cannobio. Ha parlato di un rito che cade proprio il giorno successivo alla chiusura del Giubileo ordinario, alla chiusura della Porta Santa di San Pietro ad opera di Papa Leone XIV. Da qui, la spiegato Brambilla, la ricerca di cosa rimane del Giubileo e del suo motto, “Pellegrini di speranza”, in un inizio d’anno non facile. Il vescovo ha ricordato il duplice significato del termine “hostia”, vittima e offerta, e qui il riferimento alle vittime de Le Constellation, il richiamo all’attenzione, alla sicurezza, al buon senso. Gremita la Collegiata di San Vittore per la Santa Messa Solenne del 7 gennaio. Nelle prime file le autorità civili e militari e poi tanti cittadini e fedeli. Uno dei momenti più emozionanti è stato come sempre la discesa della reliquia dalla cupola, seguita dal bacio. Il prezioso reliquiario d’argento è stato donato nel Seicento dal cardinale Federico Borromeo.Ancora una volta a Cannobio è tornato poi il rito dei lumineri, la città è stata illuminata da migliaia di fiammelle, accese lungo le stradine del centro storico, sulle scale, sui davanzali, sul lungolago, sulle barche ormeggiate. La processione si è snodata lungo le vie del centro storico cannobiese, accompagnata dalle fiaccole e dai lumineri, con benedizione delle barche e del lago. Questo momento di fede è molto sentito dalle persone del luogo ma richiama anche fedeli dalle zone limitrofe e dalla vicina Svizzera. Sono migliaia e migliaia i lumini che i cannobiesi posizionano lungo tutto il percorso. L’arrivo della processione è al Santuario della Santissima Pietà. Oggi cerimonia di ritorno della reliquia in basilica. La tradizione della serata dei lumineri vuole anche la cena a base di lunganighe, lo stesso piatto consumato più di 500 anni fa nell’osteria dove si manifestò il miracolo.
