Non più una corsa decisa dall’arrivo in salita ma un percorso asfissiante giorno dopo giorno, con strappi, salite bevi ma arcigne e la classica crono iniziale. Arriva la Tirreno Adriatico, prestigiosa corsa che pur con un occhio alla prossima Milano Sanremo i grandi corrono anche per conquistarla, trattandosi di una prova storia, della corsa a tappe di inizio stagione probabilmente ormai più prestigiosa anche della Parigi Nizza. Un percorso molto in stile anni 80/90. Partenza classica con una cronometro lunedì 9 marzo, ormai la solita da anni, a Lido di Camaiore: 11.5 km totalmente pianeggianti che Pippo ha spesso dominato, seconda tappa con un finale interessante: da Camaiore a San Gimignano sono 206 km, con la breve salita di Castelnuovo Val di Cecina ed un finale nervoso. A decidere saranno i 5.8 km finali in sterrato in salita con alcuni tratti molto ripidi e con un ultimo breve strappo al 15% all’ingresso di San Gimignano. Terza tappa da Cortona a Magliano dè Marsi di 225 km. Non una tappa durissima con susseguirsi di saliscendi, tra i quali si possono segnalare Todi e le Marmore; la volata pare scontata. Più dura la tappa numero quattro di giovedì 12: Tagliacozzo-Martinsicuro di 210 km, con le salite di Ovindoli e del Passo Capannelle lontane dall’arrivo. Interessante il finale, con una sequenza di muri e muretti. Si scalano Castellalto (pendenze al 12% per lunghi tratti), Mosciano Sant’Angelo ed a 12 km dall’arrivo il muro di Tortoreto via Badetta che raggiunge il 20% nella parte finale e che precede l’arrivi sul lungomare. Molto simile la Maronna/Mondolfo – Mombaroccio di 186 km. Di salitelle se ne contano almeno dieci. In successione si scalano le salite attorno al Fiume Metauro tra cui Villa del Monte e Monterolo per arrivare a scalare il Monte delle Cesane con i suoi primi km attorno al 15%. Passaggio da Saltara e da Cartoceto per raggiugere Mombaroccio e entrare nel circuito finale di 21.6 km da ripetere due volte. Un anello con diversi saliscendi intermedi e la salita molto dura del Santuario del Beato Sante. Ultimo scollinamento a 1500 m dall’arrivo. Ultimo strappo di 300 metri fino all’arrivo per un’altra giornata a tutta. Penultimo giorno con la frazione da San Severino Marche a Camerino per 189 km. C’è nella prima parte una salita che nel passato aveva fatto anche da arrivo: il Sassotetto. Raggiunta Camerino ecco il circuito finale di 18.6 km da percorrere due volte. Anello molto duro costituito da una lunga discesa iniziale che dopo il giro di boa vicino a Castelraimondo inizia a salire lentamente fino agli ultimi 3 km del Muro della Madonna delle Carceri con pendenze fino al 18%. Al termine della seconda scalata è posto l’arrivo. Domenica 16 il gran finale, Civitanova Marche – San Benedetto del Tronto di 143 km. Salite lontane, come da tradizione sarà volata sicura dopo i cinque giri finali del circuito di San Benedetto.
