E’ di 22 anni la pena richiesta dalla pm Laura Carrera per Edoardo Borghini, il padre a processo per aver ucciso a colpi di fucile il figlio Nicolò la sera del 19 gennaio nella loro casa di Ornavasso. L’accusa ha ritenuto di chiedere il riconoscimento delle attenuanti generiche bilanciandole con l’aggravante del legame parentale. La pena massima prevista sarebbe stato l’ergastolo.
Nel corso della requisitoria, durata oltre due ore, la pm ha sottolineato che la vittima è stata colpita alle spalle e che il figlio non era armato. “Non si è trattato di un errore di mira” del padre che ha imbracciato il fucile, ha detto la pm, pur sottolineando che il fine ultimo della condotta dell’uomo non era stato la morte del figlio.
Ha chiesto l’assoluzione l’avvocato difensore Gabriele Pipicelli: “non è un assassino – ha detto -, ma un uomo che ha vissuto un incubo. Chiedo ai giudici di comprendere il dramma umano che si è consumato in quella casa. Questo padre vivrà sempre con il senso di colpa, ma ha agito mosso da paura e amore, per difendere la moglie. Il suo gesto non è nato da cattiveria o odio, ma paura, disperazione, terrore”. L’avvocato ha ricordato il caso di Alex Cotoia, assolto dopo aver ucciso in padre che usava violenza nei confronti della madre: “I genitori lo amavano, Nicolò aveva una personalità molto particolare e poteva arrivare a ucciderli. Doveva avere tutto, contraddirlo significava essere rincorsi, insultati e appesi al muro. Quella sera ha fatto uscire il peggio di sé, era una bomba atomica”.
Delitto di Ornavasso, pm chiede condanna a 22 anni per Borghini. La difesa ha chiesto l’assoluzione
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