Nel VCO la desertificazione bancaria è assoluta ovvero c’è un alto numero di comuni completamente privi di sportelli. Fatto che colloca la provincia azzurra tra le realtà più colpite del Piemonte. Il dato si evince dai dati pubblicati dall’osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl : il sindacato dei lavoratori del comparto bancario e assicurativo. Nel corso del 2025 le banche italiane hanno chiuso 516 sportelli, portando il numero totale delle filiali attive a 19.140, con una riduzione del 2,6% rispetto all’anno precedente. I comuni totalmente privi di sportelli bancari in Italia sono saliti a 3.457, pari al 44% del totale nazionale. Il Piemonte si colloca tra le regioni maggiormente colpite da questo fenomeno, con il 65,8% dei territori senza sportelli bancari. L’allarme della Cisl è stato ripreso dall’Uncem Piemonte. Il consigliere Alessandro Monti nonché sindaco di Baveno, comune ha subito negli anni scorsi questo processo osserva :” La progressiva scomparsa delle filiali bancarie nei nostri territori non è un semplice problema di numeri: è una ferita profonda al vivere quotidiano di famiglie, anziani e imprese che si trovano costrette a spostarsi, a rinunciare a servizi essenziali o a far fronte a difficoltà. Penalizza soprattutto i piccoli centri montani e le aree più isolate dove l’assenza di una filiale rappresenta anche una forte perdita di presidio sociale e di servizi di base”.
“I numeri – aggiunge Luca Caretti, segretario regionale della Cisl- parlano chiaro, la desertificazione bancaria non è un rischio ma una preoccupante realtà. Non parliamo di statistiche ma di cittadini e imprese che si ritrovano isolati senza nessuno a cui rivolgersi per gestire i risparmi o chiedere un finanziamento. Da qui l’appello della Cisl a istituzioni e banche, “Serve – sottolineano dal sindacato . Un confronto urgente per fermare le chiusure. Le banche se vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti : o riaprono le filiali o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la popolazione più anziana”.
