Aveva 34 anni quando ha trovato la morte sul fronte del Donetsk il 3 luglio del 2024. Andriy Kutsenko era un pistard della nazionale di ciclismo su pista dell’Ucraina, classe dicembre 1989, originario di Leopoli, o Lviv per dirla nella sua lingua. Aveva gareggiato con i colori della sua nazionale in tanti eventi europei e mondiali. Con la famiglia si era poi trasferito a vivere in Italia, qui nel Vergante a Nebbiuno, precisamente in frazione Corciago. Allo scoppiare dell’invasione russa dell’Ucraina Kutsenko aveva deciso di tornare in patria arruolandosi nell’esercito ucraino per difendere la sua terra in una guerra che nonostante gli sforzi diplomatici continua ancora oggi ed uccide centinaia e centinaia di innocenti, anche in questi giorni, in barba ad una tregua olimpica invocata ma per nulla rispettata. Kutsenko, caduto in azione quale membro della 47^ brigata meccanizzata ‘Magura’ dell’esercito dell’Ucraina, è stato ricordato in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, ormai prossime a chiudersi, dallo skeletonista Vladyslav Heraskevych, che aveva in animo di partecipare alle gare sulla pista Eugenio Monti di Cortina, indossando un casco sul quale erano impressi i volti di ventiquattro atleti ucraini che hanno perso la vita in battaglia, tra questi anche quello di Kutsenko; per onorarli, per ricordarli. Il CIO, pur permettendogli di indossarlo negli allenamenti o di portarlo nelle conferenze stampa e nei momenti ufficiali, non gli ha consentito di indossarlo in gara, troppo alto il rischio di creare un precedente pericoloso dando poi spazio ad ogni genere di proteste e messaggi. Da qui la rinuncia a gareggiare di Heraskevych perché, parole sue ‘ci sono cose più importanti di una medaglia’. Una storia triste che avvicina due mondi agli antipodi come sport e guerra, una guerra che nemmeno i giochi hanno saputo fermare; le olimpiadi sono un sogno per tanti sportivi e forse lo erano anche per Andriy Kutsenko, spezzato però dalla follia di un conflitto. Oggi a Nebbiuno vive ancora la sua famiglia; la moglie Lubha con il loro figlio che a Nebbiuno è nato ed i genitori di Lubha.
