E’ realtà ormai da qualche tempo la Casa della Comunità all’interno dell’ex ospedale di Arona creata con fondi Pnrr. L’opera è costata 922.000 euro. Il vanto per la città di aver attivato il servizio prima di Novara e Borgomanero, che però hanno l’ospedale, e Oleggio e Galliate le cui opere da completare sono in ritardo. E’ necessario, a questo punto, fare un po’ di storia: l’Ospedale di Arona ha chiuso i battenti il 12 dicembre del 2012, è stato attivato al suo posto il Cap, il “Centro di Assistenza Primaria”, poi riconvertito a sua volta nella “Casa della Salute”, ora “Casa della Comunità”. Tutto questo in soli 13 anni. Se si gioisce per il nuovo servizio, nei cittadini si crea un po’ di confusione con questi mutamenti. Va detto che all’interno dell’ex ospedale di via San Carlo è attivo dal 2017 l’Hospice e il servizio di “Continuità Assistita”, due reparti con una ventina di posti letto complessivamente. Inoltre all’interno sono attivi: il medico di Medicina Generale, l’infermiere di famiglia e l’assistente sociale. Ancora a piano seminterrato c’è la Radiologia, al primo piano sono collocati gli ambulatori di Diabetologia, Pneumologia, Neurologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia e Oculistica. Con ingresso da via Fogliotti è presente il Centro Prelievi. Le opere da poco completate comprendono l’ampliamento degli ambienti a piano terra per i medici di Medicina Generale, la diffusione degli impianti climatici in tutti i locali, la manutenzione di tutti gli impianti e il rinnovamento di tutti i locali preesistenti. Nell’edificio, a lavori conclusi, si è ritagliato un nuovo ruolo nell’organizzazione sanitaria territoriale. Dall’Asl informano:”L’assistenza prevede l’accoglienza, l’ascolto da parte di professionisti per far fronte al bisogno dell’utente, così pure dell’Assistenza al Domicilio. La struttura comprende anche gli strumenti necessari di Telemedicina”. Il sindaco Alberto Gusmeroli, alla luce del rinnovamento, ha affermato:”Ora auspichiamo che in futuro si possa tornare alle 12 ore di assistenza giornaliera dei medici di base”.
