Pareva una frazione tutto sommato interlocutoria oggi al Giro d’Italia Women ed invece il finale è stato caotico, la terza tappa da Vezza d’oglio a Trento a parte il Passo del Tonale in partenza (che però non ha provocato selezione) si regalava alle ruote alle ruote veloci ma nel finale ci ha messo lo zampino la pioggia. Prima del finale unico momento interessante per la classifica lo sprint con abbuoni di Cles, con due secondi di abbuono ancora in palio vista la fuga in atto di Nora Jencucova (BePink – Imatra – Bongioanni) e Petra Zsanko (Ceratizit) passate ai primi due posti, che ha visto Marlene Reusser precedere Longo Borghini ed Henderson. La tappa ha vissuto su una fuga delle due che sono state riprese a cerca 20 km dall’arrivo. Volata del gruppo dunque? No, perché negli ultimi 5 km inizia a piovere forte, in una rotonda ecco la classica maxi-caduta per una scivolata. Elisa Longo Borghini riesce a stare davanti alla caduta e la tappa si risolve con uno sprint delle superstiti: vince la campionessa europea Lorena Wiebes (SD Workx) davanti a Josie Nelson (Team Picnic PostNL), poi la compagna di Wiebes Lotte Kopecky ed Elisa, quarta. La caduta è avvenuta dentro gli ultimi tre km e dunque pur arrivate in ritardo la maglia rosa di Anna Henderson ed il secondo posto di Reusser restano salvi: Elisa Longo Borghini si mantiene terza in graduatoria a 31’’ di ritardo dalla britannica in rosa. Per la cronaca una Barale in gara per aiutare le compagne (ad ora almeno) è 58esima a 4’37’’ ma per chi è in corsa con compiti di appoggio è un dato che conta poco. Suggestivo il passaggio a Mezzocorona, toccando il punto in cui un tragico incidente si è portato via la giovane Sara Piffer, che correva con il Team Mendelspeck. Folto il pubblico con cartelli che hanno ricordato la giovane trentina che nelle categorie giovanili vinse sulle nostre strade la prova di Fomarco. Domani tappa da cerchiolino rosso: 142 km da Castello Tesino a Pianezze, con arrivo in salita. Poca pianura con gli strappi di Cugnan, col celebre Muro di Cà del Poggio (pendenze toste), con la salitella di Santo Stefano e l’inedita salita finale sopra Valdobbiadene; 11.4 km di ascesa con pendenza media del 7.2% e punte massime del 11%, C’è lo spazio per attaccare la maglia rosa di Henderson; le favorite sono chiamate ad una sfida frontale.
