Lo storico primo mondiale di ciclismo in Africa e nello specifico in Ruanda, in programma a settembre, è a rischio? Mancano circa otto mesi ed affermarlo ora sarebbe perlomeno eufemistico ma di certo l’Uci sta monitorizzando la cosa anche perché da alcune federazioni sono arrivate richieste di garanzie. Cosa è successo? In primis la guerriglia ed il clima di rivoluzione che stanno colpendo il Congo, stato che confina con lo stesso Ruanda, rischiano di rendere insicura una kermesse che in precedenza per questioni logistiche e soprattutto per i costi elevati aveva già incassato il ‘no grazie corriamo solo con i professionisti e lasciamo a casa le giovanili’ di parecchie nazioni. La stessa Italia, ad oggi, non ha la certezza di portare Under e Juniores. Il governo del ciclismo mondiale, riunito in queste ore in Francia, dove si corrono i mondiali di ciclocross, ci sta ragionando. Ad oggi non sono state prese decisioni ma uno spostamento non appare cosa così campata per aria. Secondo i ben informati sarebbe già avviato un ‘piano B’ per portare il mondiale in Europa e la location scelta sarebbe la Svizzera dove tutto sarebbe già avviato. In particolare, il Vallese, con Martigny (anche perché a due passi dalla sede dell’Uci; Aigle) per una edizione che riproporrebbe i tracciati che avrebbero dovuto accogliere il mondiale del settembre 2020 poi spostato per problemi di Covid e riorganizzato ad Imola. Ad oggi quella di Martigny è l’ipotesi più plausibile in caso di spostamento anche se qualcuno spiffera che anche il Ticino sarebbe interessato. La sensazione è che se ci sarà da aspettare tempi migliori per l’ Africa si correrà a Martigny, con la prova su strada che rimarrebbe molto dura e non cambierebbe i programmi di Elisa Longo Borghini e Francesca Barale (il tracciato prevedeva o prevederebbe, se preferite, la salita della Petit Forclaz) ma rispetto a quelle ruandesi le cronometro sarebbero invece tutte da specialisti lungo le statali della Piana del Rodano, cosa che allora vedrebbe al via tutti gli specialisti; compreso Pippo Ganna. Organizzare un mondiale è cosa complicata, una decisione non dovrebbe tardare poi così tanto. Nel pomeriggio di oggi con una nota ha sminuito e smentito ma il “caso” resta in piedi… vedremo.
