Presidio e volantinaggio dei sindacati venerdì 9 ottobre alle 14 all’Eremo di Miazzina. Organizzano Cgil, Cisl e Uil con le relative funzioni pubbliche. “Scendiamo in piazza – spiegano - perché crediamo che il rispetto dei diritti non possa essere soltanto una dichiarazione di principio. Deve tradursi in scelte concrete, responsabilità e impegni da parte di tutti. Lo facciamo mettendo al centro tre realtà che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone: chi lavora,chi ha bisogno di cura e le famiglie.”
E proseguono: “Chiediamo rispetto per chi lavora, perché il lavoro deve garantire dignità, sicurezza, tutele e la possibilità di costruire il proprio futuro. Chiediamo rispetto per chi è in cura, perché la fragilità e il bisogno di assistenza non possono diventare un problema lasciato sulle spalle delle persone e delle loro famiglie. Chiediamo rispetto per le famiglie, perché sostenere chi cresce, assiste, educa e si prende cura degli altri significa sostenere l'intera comunità”.
E ancora: “Ma il rispetto deve essere una responsabilità condivisa. A ciascuno chiediamo di fare la propria parte. Alle istituzioni chiediamo di assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte e di costruire risposte concrete ai bisogni delle persone. Alle imprese e ai datori di lavoro chiediamo serietà e rispetto nel riconoscere il valore del lavoro, garantendo gli stipendi ad oggi non pagati, condizioni dignitose, sicurezza, stabilità e attenzione alla conciliazione tra vita e lavoro. Alla politica chiediamo di non limitarsi agli annunci, ma di trasformare gli impegni in decisioni, risorse e servizi capaci di incidere realmente sulla vita delle persone”.
I sindacati chiedono anche alla comunità di non considerare questi problemi come questioni che
riguardano sempre qualcun altro. Perché prima o poi il lavoro, la cura, la famiglia e i diritti riguardano tutti. “Non vogliamo contrapporre le persone – specificano -. Vogliamo mettere attorno allo stesso tavolo tutti coloro che hanno una responsabilità nel costruire una società più giusta.
Per questo scendiamo in piazza. Il lavoro, la cura e le famiglie non sono capitoli separati: sono pezzi della stessa comunità e del suo futuro. Il nostro messaggio è semplice e chiaro: chiediamo rispetto dei diritti, per chi lavora, per chi è in cura, per le famiglie”.