Tassa salute frontalieri. Sindacato: "Incostituzionale. Ritirare il provvedimento"
Il 'contributo al sistema sanitario nazionale' a carico dei frontalieri e dei loro famigliari previsto dalla Legge di Bilancio è "incostituzionale". Lo affermano Cgil, Cisl e Uil, che insieme ai sindacati svizzeri Uni...
Il 'contributo al sistema sanitario nazionale' a carico dei frontalieri e dei loro famigliari previsto dalla Legge di Bilancio è "incostituzionale". Lo affermano Cgil, Cisl e Uil, che insieme ai sindacati svizzeri Unia, Ocst e Synavolto, hanno tenuto una manifestazione a Como lo scorso 25 maggio contro il provvedimento, di cui chiedono il ritiro, che prevede "un aggravio compreso tra il 3 e il 6%" del reddito. A sostegno delle loro richieste i sindacati hanno raccolto un parere legale sul provvedimento, che - spiegano - contrasta con il diritto universale alla salute, crea una "discriminazione tra cittadini italiani e dell'Unione Europea", viola gli "obblighi internazionali a seguito della sottoscrizione tra Italia e Svizzera del trattato internazionale sulla nuova imposizione fiscale" e introduce una "doppia imposizione fiscale in violazione dei principi dell'Ocse". Le organizzazioni sindacali chiedono pertanto "il superamento della tassa della salute, la convocazione del tavolo interministeriale, la piena applicazione del valore della Naspi per i primi 3 mesi di disoccupazione". Auspicato infine "un proficuo ripristino dei rapporti tra Italia e Svizzera che risolvano anche la questione delle liste dei comuni di frontiera".