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Ramelli, striscione di Casa Pound nella notte sul lungolago

Ramelli, striscione di Casa Pound nella notte sul lungolago

Chiodi (Anpi): "E' la riprova di quello che abbiamo detto da subito. Il sindaco rifletta su queste strumentalizzazioni"

“Le idee non muoiono, Sergio vive” questo lo striscione apparso nella notte sul lungolago di Intra. A diffonderne la foto è il Tridente Vco, associazione legata a Casa Pound. Una “risposta a quanto vergognosamente avvenuto domenica 27 settembre” si legge nel comunicato. Che prosegue: “La consorteria antifascista ha sfilato con un obiettivo preciso: impedire l'intitolazione di un tratto del lungolago a Sergio Ramelli. La questione va molto oltre una targa. Il punto è negare qualsiasi riconoscimento pubblico ai ragazzi uccisi vigliaccamente dall’odio politico rosso”.

Prosegue la nota: “È la stessa logica che porta prima a contestare una via dedicata a Ramelli, Norma Cossetto o ai martiri di Acca Larenzia, poi a boicottare una casa editrice, a pretendere lo scioglimento di un movimento, a incendiare una sede di CasaPound, come successo a La Spezia, a trasformare progressivamente l'avversario politico in un nemico da eliminare fisicamente, da abbattere perché “uccidere un fascista non è reato”. È una dinamica che conosciamo bene: prima si nega la memoria, poi la parola, poi la legittimità. Ed è proprio per questo che la battaglia resta sempre una battaglia per le strade, per i luoghi, per i simboli e per il diritto a esserci.

Difendere la memoria dei nostri martiri significa difendere anche il nostro diritto a esistere, a parlare e a diffondere le nostre idee. Su questo terreno non può esserci arretramento.

“”E’ la riprova di quello che abbiamo detto come Anpi da subito – ribatte il presidente provinciale dell’Associazione Partigiani d’Italia Franco Chiodi –. Questa scelta scellerata e provocatoria sta creando una chiara strumentalizzazione. E pur condannando l’omicidio insensato di Ramelli non possiamo stare zitti: le idee fasciste non sono idee come tutte le altre, sono la negazione assoluta della libertà di esprimere le proprie idee. Le idee fasciste sono incompatibili con la Costituzione italiana e il sindaco Albertella dovrebbe riflettere su questa strumentalizzazione”.