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Punto nascita San Biagio. Riboldi : " Urgenze verranno garantite dal Dea"

Punto nascita San Biagio. Riboldi : " Urgenze verranno garantite dal Dea"

Riboldi : "Nell’area dell'Ossola, a fronte di circa 330 parti annui, meno di 50 mamme scelgono di partorire all’ospedale di Domodossola"

La replica alla notizia della prossima chiusura del Punto nascita dell'ospedale San Biagio rimbalza dal Canada all'Ossola. E il messaggio che l'assessore Federico Riboldi ( in missione oltre oceano ) manda  alle mamme ossolane mira a tranquillizzarle : "Le urgenze verranno garantite dal Dea. Si evitino polemiche riguardanti possibili situazioni di pericolo, che non esisteranno mai, grazie alla presenza di una rete di emergenza urgenza efficace. Piuttosto si guardi alla sicurezza del percorso parto che, dati scientifici alla mano, è nettamente superiore in punti nascite più strutturati e con maggiore casistica. Il punto nascita non è una questione di campanilismo, ma di sicurezza delle mamme e dei nascituri". Riboldi precisa ancora : "Nell’area dell'Ossola, a fronte di circa 330 parti annui, meno di 50 mamme scelgono di partorire all’ospedale di Domodossola. Un dato che evidenzia in modo chiaro come le stesse famiglie si orientino già verso strutture diverse".

La riorganizzazione ai nastri di partenza per la Regione Piemonte ha come obiettivo garantire servizi sempre più sicuri, appropriati e in linea con gli standard nazionali.

Dai piani alti del grattacielo di piazza Piemonte si snocciolano numeri : "I dati degli ultimi anni evidenziano un calo significativo e costante dei parti: dai 118 del 2019 ai 58 del 2025, con una previsione per il 2026 inferiore ai 50 (tra i cinque punti nascita con meno parti in Italia). Numeri ampiamente al di sotto delle soglie previste dalla normativa nazionale, che indicano in 500 parti annui il parametro minimo per garantire adeguati livelli di sicurezza. Nel territorio dell’ASL VCO, anche considerando l’altro punto nascita dell’ospedale Castelli di Verbania, che nel 2025 ha registrato 455 parti, complessivamente si raggiunge a fatica la soglia minima prevista, a conferma della necessità di una riorganizzazione complessiva del servizio".

La promessa di Torino alla sanità locale è quella di accompagnare questa fase con un modello organizzativo che garantisca continuità assistenziale, qualità e prossimità, in coerenza con le indicazioni del Ministero della Salute e del Comitato Percorso Nascita nazionale.

"Come Regione – conclude l’assessore Riboldi - ribadiamo il nostro impegno a tutelare il diritto alla salute attraverso scelte responsabili, fondate su evidenze e orientate a garantire servizi sempre più sicuri ed efficienti per i cittadini".