Primo Maggio amaro per i lavoratori di Barry Callebaut
Niente da festeggiare in questo primo maggio per i lavoratori di Barry Callebaut. Sono una settantina rimasti nello stabilimento verbanese che ha iniziato le fasi che porteranno alla chiusura entro la fine di giugno....
Niente da festeggiare in questo primo maggio per i lavoratori di Barry Callebaut. Sono una settantina rimasti nello stabilimento verbanese che ha iniziato le fasi che porteranno alla chiusura entro la fine di giugno. «In questo primo maggio il nostro pensiero va ai lavoratori e alle lavoratrici della Barry Callebaut a cui da quel cinque settembre la vita è stata stravolta». Lo dice Elena Ugazio, segretaria della Cisl Piemonte Orientale, fin dal primo giorno al fianco dei dipendenti dello stabilimento di Intra. «L’impegno al loro fianco è di accompagnamento nelle fasi di uscita, che stanno iniziando, ma rimane per noi prioritario, come lo abbiamo affermato fin dal primo istante, un piano di reindustrializzazione serio che dia sbocchi occupazionali».
In linea con l’amministrazione comunale e l’impegno annunciato anche dalla Regione Piemonte, Ugazio e la Cisl, unico sindacato rappresentato in Barry Callebaut, non si rassegnano alla perdita dei posti di lavoro, in una città che ormai non ha più quasi nessuna industria. «Per noi il lavoro è e rimane la priorità, quindi attendiamo che sia convocato il tavolo regionale per capire lo stato dell’arte del lavoro dell’advisor».
Anche il sindaco Giandomenico Albertella in consiglio comunale ha annunciato che chiederà la convocazione del tavolo regionale, cui sarà invitato anche l’Inps per discutere dell’erogazione della cassa integrazione. Il primo cittadino ha anche riferito che l’advisor ha confermato che c’è stata una seconda visita da parte dell’azienda che era potenzialmente interessata. Ma al momento vige il massimo riserbo.