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Livello del lago più alto fino a 1,40 metri

Livello del lago più alto fino a 1,40 metri

Sarà bacino di riserva idrica per il bacino del Po

Livello del lago più alto fino a 1,40 metri per garantire acqua nei periodi di crisi idrica al bacino del Po. Una decisione “storica”, viene così definita, dell'Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in merito alla storica decisione dell'innalzamento dei livelli del Lago Maggiore. Una soluzione che garantisce l’equivalente di un incremento immediato della disponibilità idrica stimato tra 20 e 30 milioni di metri cubi per economia, agricoltura e ambiente che può tradursi in volumi complessivi fino a cinque volte superiori nel corso della stagione irrigua. Il tutto a vantaggio delle comunità locali del bacino del Po, dell’agricoltura produttiva del Piemonte fino al Delta, di habitat e biodiversità che nell’acqua trovano il loro fondamento e necessità di tutela. La decisione è stata sancita al termine della Conferenza Istituzionale Permanente e frutto dell’accordo e della concertazione coordinata dall’Autorità di Bacino del Fiume Po, insieme alle Regioni Piemonte e Lombardia, Consorzio del Ticino, Organismo bilaterale Italia-Svizzera e molteplici portatori di interesse coinvolti. La sperimentazione strategica assicurerà, nell’intero distretto del fiume Po, lo stoccaggio preventivo di un rilevante quantitativo di acqua nel Lago Maggiore con l’obiettivo di migliorare la disponibilità, la gestione stessa della risorsa e anche le relative performances di impiego nelle numerose comunità coinvolte e in altrettanti distretti economico-produttivi, tra cui quello della risicoltura italiana, prima in Europa. Progressivamente sviluppata nel tempo, sulla base delle analisi periodiche registrate nel periodo di raccolta puntuale dei dati, la sperimentazione permetterà l’innalzamento dei livelli massimi di regolazione del Lago Maggiore, sullo zero idrometrico di Sesto Calende, fino a valori compresi tra 1,35 e 1,40 metri, rispetto al limite di 1,25 metri adottato finora. Tale modifica consentirà di incrementare la capacità di accumulo dell’acqua in particolare nella stagione primaverile per renderla poi disponibile nei momenti di maggiore fabbisogno irriguo, contribuendo così a rafforzare la resilienza del sistema agricolo di valle.