In diretta sul territorio Wednesday 08 July 2026
Informazione

"La Pedemontana piemontese un'opera inutile" secondo Rifondazione Comunista del Piemonte

"La Pedemontana piemontese un'opera inutile" secondo Rifondazione Comunista del Piemonte

Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio

«L’avvio dei cantieri della Pedemontana piemontese non è una svolta storica, ma l'ennesimo schiaffo al territorio, alla salute dei cittadini e alle casse pubbliche». Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista del Piemonte, esprimendo una totale e radicale contrarietà all'opera.

«Le trionfalistiche dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lasciano sbigottiti ma non sorprendono», attacca Deambrogio.

«Definire strategica un’infrastruttura del genere dimostra come Pichetto Fratin agisca, nei fatti, come il Ministro dell'aggressione all'ambiente e della cementificazione selvaggia, anziché della sua tutela. Siamo di fronte a un modello di sviluppo vecchio, fossile e fuori dal tempo, che risponde solo agli interessi delle grandi lobby del cemento».

Rifondazione Comunista mette in fila tutti i nodi critici di un’opera considerata insostenibile sotto ogni punto di vista.

Disastro ecologico: il tracciato devasta ettari di suolo agricolo fertile, boschi e aree naturali protette, accelerando la perdita di biodiversità in una regione già soffocata dal cemento.

Impatto climatico: investire ancora sulle grandi arterie autostradali incentiva il trasporto su gomma, per un traffico che si giudica comunque insufficiente e dirottabile su altre soluzioni di viabilità, aumentando le emissioni di CO2 e peggiorando la qualità dell'aria nella Pianura Padana.

Fallimento finanziario: un’opera dai costi esorbitanti e costantemente lievitati, che drenerà enormi risorse pubbliche sottraendole a priorità drammatiche come la sanità e la scuola.

Spreco di risorse: la Pedemontana non risolve i veri problemi di mobilità della regione. Quei fondi dovevano essere investiti nel rilancio del trasporto pubblico locale e nella riattivazione delle linee ferroviarie sospese.

Danno ai territori: i cantieri comporteranno anni di disagi, rumore, polveri sottili e stravolgimento della viabilità locale per i comuni e i cittadini residenti lungo il tracciato.

«Non c'è alcuna transizione ecologica nei piani di questo governo e di questa giunta regionale, ma solo la reiterazione di scelte tossiche per il futuro del Piemonte», conclude Deambrogio.