La bandiera umana della pace a Omegna, c'erano quasi 2500 persone
In tanti hanno raggiunto il golfo di Omegna
Quasi 2500 persone hanno risposto presente stamattina per la Bandiera della Pace umana nel Golfo di Omegna. Presenti anche diversi amministratori. Dice don Angelo Nigro, promotore dell'evento: "“Oggi, a Omegna, non siamo qui soltanto per dispiegare una bandiera.Siamo qui per dare un volto, un respiro e un cuore a una parola troppo spesso pronunciata e troppo poco difesa: Pace.Una parola semplice, come quelle che sapeva scegliere Gianni Rodari. Una parola che dovrebbe appartenere ai bambini prima ancora che agli adulti, perché nessun bambino dovrebbe mai imparare il significato della guerra prima di conoscere quello della felicità.Rodari, nel suo Promemoria, ci ha lasciato un messaggio che attraversa il tempo e arriva fino a noi con la forza disarmante delle verità più grandi: ci sono cose da fare ogni giorno, con cura, con coraggio, senza rimandare.E allora oggi siamo qui per ricordarci che la pace è proprio una di quelle cose.Non si può rimandare la pace.Non si può delegare la pace.Non si può aspettare che siano sempre gli altri a costruirla.La pace comincia quando qualcuno decide di esserci. Quando qualcuno sceglie di crederci. Quando qualcuno smette di chiedersi se sia possibile e comincia a fare la propria parte.Questa bandiera, la più grande bandiera della Pace umana del mondo, non è soltanto un simbolo. È una promessa collettiva. È la somma di tante mani, di tante voci, di tante coscienze che hanno scelto di non restare indifferenti.Ogni persona presente oggi porta con sé una storia, un pensiero, una speranza. Eppure, per un momento, tutte queste storie si incontrano sotto gli stessi colori. Le differenze non scompaiono: diventano ricchezza. Le distanze non si cancellano per magia: si accorciano perché abbiamo scelto di camminare nella stessa direzione.Ed è questo, forse, il miracolo più autentico della pace: non essere tutti uguali, ma riuscire a riconoscerci tutti umani.”