Sono ormai giorni che gli specchi d’acqua del Golfo Borromeo sul Lago Maggiore e il Lago d’Orta fanno da bacini di rifornimento ai Canadair impegnati nello spegnimento degli incendi in Valsesia e nella zona che sovrasta Premosello. Il primo a Cravagliana alquanto vasto, il secondo in una zona impervia e difficilmente raggiungibile dalle squadre operative a terra. Spesso nel mondo dei social network si notano commenti imprecisi e non informati sull’intervento del noto mezzo aereo del tipo: “Brucia da giorni, dove sono i Canadair”. Urge fare chiarezza, per dovere di informazione. L’intervento del Canadair, o meglio del Viking Air 415 Super Scooper (l’aereo si chiama così, è conosciuto come Canadair perché questo è il nome dell’azienda, ormai scomparsa, che ne progettò il prototipo) non è qualcosa che parta schioccando le dita ma c’è una procedura ben precisa. Ipotizziamo che parta un ipotetico incendo sul monte X, che possa essere doloso (la maggior parte), accidentale (la classica grigliata con la brace non spenta del tutto), o provocato in natura (rarissima l’autocombustione, più plausibile il classico fulmine che colpisce e col fuoco che ‘cova’ nel sottobosco). Dopo la chiamata d’allarme, normalmente i primi interventi sono quelli delle squadre a terra; i Vigili del Fuoco, i volontari AIB ed i Carabinieri Forestali. In caso di necessità aerea per primi intervengono gli elicotteri dei servizi regionali (da noi è un servizio gestito da Eliossola). Qualora il DOS (direttore operazioni spegnimento) ritenesse che l’incendio è incontrollabile, molto esteso, minaccia i centri abitati o è attivo in una zona che non consente alle squadre a terra di intervenire, richiede il contatto con il cosiddetto COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) che gestisce i mezzi aerei a livello nazionale e che, una volta verificata la necessità, la priorità dei vari scenari (soprattutto in estate sul territorio nazionale gli incendi sono molti) e le disponibilità dei mezzi, decide quali e quanti velivoli inviare per l’intervento ed anche da quale base inviarli. Presa questa decisione manda l’ordine di servizio alla base prescelta e solo allora il velivolo con il suo equipaggio può decollare. Una volta giunto sul posto l’aereo si porta sulla zona dell’incendio e volteggiandoci sopra contatta il DOS per un primo controllo conoscitivo e per letteralmente vedere la zona, portandosi poi nello stesso modo sopra lo specchio d’acqua dal quale svolgere le operazioni di rifornimento; ‘scooping’ in gergo. Da notare che tutti i lanci sono coordinati dallo stesso DOS. Solitamente i Canadair che arrivano qui nel Vco o nell’alto novarese partono da Genova ma ne sono arrivati in varie occasioni, soprattutto estive (ed in questi giorni ne sono arrivati da Olbia e Roma), anche da altre basi. Hanno una autonomia di circa 3-4 ore e in queste zone fanno sosta rifornimento negli aeroporti di Cameri e Malpensa. I mezzi gestiti dal COAU oltre ai Canadair sono gli elicotteri Eriksson S64 ed i vari velivoli messi a disposizione dalle forze armate italiane nonché dai Vigili del Fuoco. I Canadair, assegnati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sono gestiti dalla Avincis Aviation Group; compagnia aerea spagnola di elicotteri ed aerei sanitari che opera in Norvegia, Svezia, Finlandia, Spagna, Italia, Portogallo, Cile e Mozambico. È una delle aziende più grandi al mondo nel suo settore. La procedura è questa, più possibile svelta ma che, ovviamente, necessita dei suoi tempi. La flotta italiana comprende 18 Canadair ed è la più numerosa al mondo.
L’operatività dei ‘Canadair’: procedure e tempistiche d’intervento
L'intervento dei Canadair su di un incendio boschivo non è qualcosa di scontato; c'è una procedura ben precisa che in un primo tempo prevede gli interventi delle squadre di terra e degli elicotteri del servizio regionale, nel caso che la situazione fosse più preoccupante il Direttore Operazioni Spegnimento deve contattare il Centro Operativo Aereo Unificato che dopo opportune verifiche invierà gli aerei.