Il re dei formaggi ossolani è pronto e inizia ad arrivare sui banchi delle gastronomie e sulle nostre tavole. Sono circa 6.500 le forma di Battelmatt prodotte, sopra i 2.000 metri nei 9 alpeggi tra Val Formazza e Alpe Devero. Un’annata sfidante, spiegano i produttori, segnata dal meteo, ma che regala un formaggio di straordinaria qualità.
La forte siccità estiva ha ridotto la disponibilità di foraggio fresco nei pascoli più alti.
Questo è uno dei momenti più attesi dagli amanti della gastronomia di nicchia e dei grandi formaggi d’alpeggio, trascorsi i 60 giorni minimi di stagionatura previsti dal disciplinare.
Su ogni forma è stato apposto a caldo il noto marchio con il nome del formaggio e la data di produzione, garanzia di autenticità e tracciabilità.
Ogni anno la voce del Bettelmatt svela i volti, il lavoro e le storie dei suoi custodi. Per la stagione 2026, il racconto arriva dall’Alpe Vannino, nel territorio di Formazza, dove la famiglia Pennati porta avanti un lungo legame con l’allevamento e l'arte casara. “Abbiamo circa 120 capi e ne portiamo una cinquantina in alpe per fare il Bettelmatt - racconta Roberto Pennati. - Salgo in alpeggio dal 1967: la prima volta avevo 7 anni e salivo con mio padre Remo". A raccogliere il testimone è il figlio Daniele, che aggiunge: “Fare il formaggio a più di duemila metri è una scelta di vita prima ancora che un lavoro. Ci nasci: è una passione che hai nel sangue".
Per chi desidera vivere da vicino la magia della tradizione due appuntamenti pubblici con la marchiatura delle forme: il 20 settembre a Crampiolo (Alpe Devero): in occasione della tradizionale Festa dul Scarghè e il 3-4 ottobre a Crodo: durante il weekend dedicato all'evento Biancolatte, l’Oro d’Alta Ossola.
L'Associazione Produttori Bettelmatt raccomanda di fare attenzione nell'acquisto. Per riconoscere il formaggio autentico, cercate la vetrofania ufficiale dell’Associazione esposta nei negozi, nelle gastronomie, nei ristoranti e dalle attività che distribuiscono e servono il Bettelmatt originale.