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Domodossola. Regione avvia iter per la chiusura del Punto nascite

Domodossola. Regione avvia iter per la chiusura del Punto nascite

L'atto è stato firmato lo scorso 8 aprile dal direttore generale del settore sanità

Il  settore sanità della Regione Piemonte ha avviato l''iter per la chiusura del Punto nascite dell'ospedale San Biagio. Poco più di tre mesi di lavoro per gli uffici di piazza Piemonte al fine di arrivare al 31 luglio 2026 con l'iter tecnico amministrativo concluso e permettere così l'adozione del provvedimenti regionali necessari. Va detto che si tratta di un atto dirigenziale. E' il numero 213 dell'8 aprile scorso a firma di Antonino Sottile, direttore generale della sanità piemotese. Della decisione sarebbe già stata datata comunicazione all'Azienda sanitaria del Vco. Un fulmine a ciel sereno invece a Palazzo di città a Domodossola dove il sindaco Lucio Pizzi per il momento non rilascia dichiarazioni.

La notizia arriva poi nella settimana in cui il numero uno della sanità piemontese, l'assessore Federico Riboldi, è in missione in Canada. Guida la delegazione regionale in visita ad alcune delle realtà più innovative nel campo dell'organizzazione sanitaria.

La chiusura del presidio materno domese rientra nell'ambito del piano di riorganizzazione della Rete di Punti nascite del Piemonte e segue di sei mesi la chiusura di Borgosesia. A livello di numeri va detto che il 2025 i nati al Punto nascite del San Biagio sono stati 59 a fronte dei 67 dell'anno precedente. Verbania invece ha chiuso il 2025 con 461 parti all'attivo.

“La delibera del consiglio regionale dei mesi scorsi è chiara” tuona il Sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte, Alberto Preioni. Il leghista che promette battaglia e si dice pronto a discutere del tema non appena il collega Ribodi rientrerà a Torino osserva : “Fino alla costruzione del nuovo ospedale di Piedimulera non si cambia nulla. Lo status quo è contemplato anche nel documento stilato dall'Ordine del medici del Vco. Gli atti politici valgono di più di quelli dirigenziali. Il territorio ossolano è fragile e necessita il mantenimento del Punto nascite. Fino al nuovo ospedale non si tocca niente”.