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Centenario Francescano al Santuario S. Antonio di Anzino

Centenario Francescano al Santuario S. Antonio di Anzino

Accoglienza e benedizione dell’icona di san Francesco e della sua reliquia

Domenica 4 ottobre si celebra solennemente la festa del Patrono d’Italia, san Francesco d’Assisi, esattamente a 800 anni dalla sua scomparsa. L’evento ha suscitato una lunga serie di eventi culturali, celebrativi e religiosi, a cui anche il santuario di Anzino, dedicato ad uno santi francescani più amati, Antonio di Padova, ha preso parte. Anche in occasione della festa il piccolo santuario della Valle Anzasca, frequentato dagli antichi pellegrini valsesiani e ossolani, propone un momento di festa e celebrazione. Sabato 3 ottobre, alle ore 20.30 ci sarà la celebrazione del Transito di san Francesco, in cui rivivremo i momenti finali della vita di uno dei santi più amati e venerati nel mondo. È il momento culminante della vicenda umana e cristiana di Francesco, che abbandonandosi alla più estrema povertà, tende le braccia a “Sorella Morte” per andare incontro a Cristo, che ha imitato e seguito nella sua breve ma intensa vita. Ad Anzino rivivremo nella preghiera il racconto commovente del suo transito, trovando motivo di riflessione e di invocazione.

Domenica 4 ottobre, alle ore 15.00 verrà solennemente accolta alle porte del paese la nuova icona di san Francesco, accompagnata in processione al santuario, dove sarà benedetta secondo il rituale bizantino riservato alle icone. Insieme con l’icona verrà esposta la reliquia di san Francesco, che inserita in un artistico reliquiario si aggiunge alle altre reliquie che il santuario venera. Infine si celebrerà solennemente la Messa, affidando tutti i devoti del santuario, Anzino e la valle, e l’intera Italia al serafico padre dei francescani, che col suo carisma ha affascinato Fernando di Lisbona, che noi conosciamo come Antonio di Padova. L’icona di san Francesco è “scritta” (così dicono gli antichi codici a proposito del lavoro degli artisti iconografi) da una suora Rosminiana, Giannina Bulla, con l’aiuto di suor Edvige Lovisetto, seguendo gli insegnamenti dell’antica arte iconografica, con colori naturali e foglia d’oro. Rappresenta il santo che guarda il fedele, riprendendo i più antichi ritratti noti di Francesco, presenti a Subiaco e ad Assisi. Il saio rende immediatamente riconoscibile il santo, così come le stimmate elemento sovrannaturale di unione a Cristo crocifisso.

L’icona esposta in santuario dopo la processione di accoglienza, verrà consacrata con il rituale bizantino, che prevede una suggestiva preghiera, l’incensazione e la prima venerazione dell’immagine. Secondo la teologia orientale, secondo gli insegnamenti di Giovanni Damasceno e Teodoro Studita, l’immagine di un santo, a lui consacrata, rende presente spiritualmente il santo stesso, e crea una comunicazione con il Paradiso non solo visiva, ma profonda e capace di portare luce al cuore di chi pregando entra in dialogo con il Signore o i santi.

L’arte viene quindi trasfigurata ed elevata a strumento divino per mostrare la presenza e la vicinanza di Dio ai suoi fedeli. Il santuario di Anzino, che nasce proprio attorno ai miracoli fatti da un quadro di san Antonio, aggiunge così un nuovo elemento per pellegrini e devoti, che oltre al santo dei Miracoli, potranno trovare occasione di pregare anche il Patrono di Italia.