“Non c’è niente di più importante del diritto alla salute”. I gruppi civici Verbania Futura e Leali con Verbania della maggioranza di Giandomenico Albertella intervengono nel dibattito sulla questione dell’ospedale nuovo. Ricordando di essere stati tra i promotori della raccolta firme pro ospedale Castelli sottolineano che quello che “non si può fare è perdere altro tempo e dare il via a una “guerra fratricida” che altro non farebbe se non continuare a dividere e lacerare il territorio. Perché la sola certezza in questo panorama è che non ci sono e non possono esserci cittadini di serie A e B”. E sulla scelta della Regione Piemonte commentano: “Una scelta che rimane anche politica di cui la Regione se ne assume la responsabilità. Ora siamo di fronte a un bivio, che poggia però su due certezze, che sono: il parere del Ministero che ha decretato l’impossibilità di avere due Dea, la decisione della Regione Piemonte di realizzare il nuovo ospedale a Piedimulera. Non apriremo nuove lotte territoriali, ma scegliamo di sederci al tavolo con gli tutti gli attori istituzionali del territorio coinvolti per costruire insieme e contestualmente la nuova organizzazione sanitaria del VCO basata su tre pilastri Nuovo Ospedale, Sviluppo della Medicina Territoriale e avvio delle attività nelle Case di Comunità, Sistema delle Emergenze e il conseguente ruolo che in essa dovrà avere l’Ospedale Castelli”.
Verbania Futura e Leali con Verbania chiedono pertanto alla Regione di impegnarsi all’attivazione della riorganizzazione ospedaliera e del nuovo ospedale, e per tutto il periodo necessario all’attivazione della riorganizzazione ospedaliera e del nuovo ospedale di impegnarsi a mantenere la piena operatività delle attuali strutture DEA degli ospedali di Verbania e Domodossola e dei reparti esistenti, realizzando interventi di miglioramento del “Castelli” di Verbania e “San Biagio” di Domodossola al fine di erogare e garantire efficienti livelli dei servizi sanitari ed assistenziali.
Verbania Futura e Leali con Verbania: “La scelta di Piedimulera rimane anche politica. Ma non apriremo nuove lotte territoriali”
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