Due persone hanno visto la valanga che si è staccata da Punta Valgrande e che ha travolto il gruppo di cinque scialpinisti di Verbania, provocando la morte di tre di loro, e sono intervenute prestando immediati soccorsi, ma fino a questo momento non è ancora stato possibile risalire a loro. I testimoni, stando a quanto riferito, sono due persone di lingua francese.
Se si dovesse risalire a loro grazie alle targhe delle auto registrate dalle telecamere del parcheggio, gli inquirenti che indagano su quanto accaduto domenica in val Divedro li potrebbero ascoltare, per ricostruire al meglio la dinamica dell’incidente.
Oltre ai due scialpinisti francofoni, ci sarebbero altri testimoni, di nazionalità italiana, ma anche loro fino a questo momento non sono stati ascoltati. Finora, infatti, le uniche testimonianze raccolte sono quelle dei due sopravvissuti che facevano parte del gruppo travolto dalla valanga: lunedì, nella stazione di Domodossola del Sagf, il soccorso alpino della guardia di finanza, hanno risposto alle domande sull’incidente e sui soccorsi riferendo quanto vissuto.
Altri elementi che potrebbero contribuire a descrivere al meglio l’accaduto potrebbero arrivare dai dispositivi sequestrati nelle scorse ore, tra cui smartwatch, mentre non risulta esserci alcuna registrazione video, perché nessuno aveva con sé action cam.
La tragedia si è consumata in pochi attimi: gli scialpinisti, travolti dalla massa nevosa e dai lastroni di ghiaccio che si sono staccati dal crinale est della Punta Valgrande, sono scivolati a valle per oltre quattrocento metri in una manciata di secondi, lungo un pendio tra i 40 e i 45 gradi. Inutili i soccorsi, seppur rapidissimi: quando l’elisoccorso è atterrato, i corpi erano stati estratti ma i tre scialpinisti erano già morti per i traumi.
Nel pomeriggio di oggi a Verbania l’ultimo saluto ai tre sfortunati alpinisti. Sugli edifici comunali oggi bandiere a mezz’asta e lutto cittadino.
Valanga Trasquera. Si cercano i due scialpinisti francesi che hanno prestato soccorso
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