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Yorkshire 2019: i nostri? Promossi !

yorkshire pedersenLa medaglia di bronzo di Filippo Ganna, la sfortuna di Elisa Longo Borghini nella staffetta e la sua gara arrembante nella prova in linea chiusa al quinto posto, ecco il bottino dei nostri ai mondiali nello Yorkshire chiusi con l'oro di Pedersen (foto) tra gli elite, con l’Italia terza nel medagliere con 5 podi…

Un terzo posto, un quinto posto. Ecco il bottino, che guai a chi dice che è male, del nostro Campionato del Mondo di ciclismo che si è corso nella piovosa landa dello Yorkshire britannico, una edizione che ha presentato dei tracciati che troppi hanno sottovalutato, pensate alla gara dei professionisti dove si parlava di ‘prova per ruote veloci’ e che invece ha visto tre atleti a giocarsi il titolo andato ahinoi a Mads Pedersen che ha freddato il commovente Matteo Trentin. Una edizione con qualche falla organizzativa come le strade allagate sotto normali precipitazioni piovose ed anche qualche blackout televisivo. Come sono andati i nostri? Bene, non si può dire altro, analizziamo il loro comportamento ad Harrogade ed iniziamo da Elisa Longo Borghini, l’ultima nostra protagonista in ordine di apparizione: nella nuova crono staffetta mista Elisa è stata sfortunata, una foratura nel tratto più complicato dell’anello (l’asfalto era diverso dal nostro, quasi colloso e ruvido, tutti si sono lamentati) ha forse privato il doppio terzetto azzurro di una bella medaglia, Elisa ha dimostrato classe riprendendo le compagne Guderzo e Cecchini ma il podio è sfumato con un quarto posto che grida vendetta. Non bene invece la crono individuale; c’è l’attenuante del ritardo di 40 minuti sulla partenza sempre per il maltempo (dopo le ridicole immagini dei veri e propri laghetti che si sono formati nella prova maschile Under, con tante cadute) ma obiettivamente la prova ha scontentato anche Elisa stessa. Nella gara in linea (dura, durissima, altro che piatta) Elisa (che va detto alla vigilia in pochi consideravano) è stata la prima a leggere le intenzioni di Annemiek Van Vleuten ed ha saputo buttarsi nel gruppetto inseguitore con Soraya Paladin. Qualcuno ha polemizzato dicendo che si doveva aspettare il rientro del gruppo con Marta Bastianelli, capitana designata, ma il gruppo stesso ha perso oltre 3 minuti e la corsa era fatta ed il riconglingimento avrebbe peraltro riportato sotto gente come la favoritissima Marianne Vos. Nel finale, con la Dygert che si è tatticamente suicidata, ad Elisa sfuggono Van Der Breggen e Spratt; l’olandesina è atleta di livello e l’australiana è solida come il granito, insomma il quinto posto è tutt’altro che male, anche perché il resto della truppa azzurra non si è visto molto. E Ganna? E’ stato grandioso. Correva la cronometro dopo il no alla prova di Innsbruck 2018, quando il CT Cassani gli disse che di occasioni ne avrebbe avute altre e l’occasione è arrivata peraltro su un tracciato che non era del tutto avvezzo a Pippo. La sua prova è stata incredibile, soprattutto perché si pensava che un piazzamento nei 10 fosse già tanta roba e addirittura uno nei primi cinque qualcosa di incredibile. Invece è arrivato il bronzo dietro la moto Rohan Dennis ed il giovane Evenepoel. Dietro Pippo tanti principi delle prove contro il tempo, insomma roba grossa. Un bel mondiale per i colori azzurri: i titoli di Antonio Tiberi nella crono juniores e di Stefano Battistella negli Under 23 (sacrosanto squalificare l’olandese primo sul traguardo per traino, magari dicendolo subito senza attendere la fine della gara), le medaglie di Pippo Ganna e di Matteo Trentin nei prof e di Alessio Martinelli (in passato vincitore a Fomarco) negli juniores, uniti a qualche quarto posto, ci portano terzi nel medagliere. Ora gli azzurri pensano al prossimo anno, con i confermatissimi CT Davide Cassani ed il suo collaboratore Marco Velo per i prof, con Marino Amadori per gli Under e Rino De Candido per gli juniores senza dimenticare Dino Salvoldi per le ragazze. Ci sono tanti obiettivi per l’Italia nel 2020: gli Europei a Trento, le Olimpiadi di Tokyo e i mondiali a Martigny, tutti circuiti belli e selettivi, ci sarà da divertirsi.

GT

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