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Ciao Angelo...grazie !!!

angelo petrulli pescaUn ricordo di Angelo Petrulli, scomparso quest’oggi a Verbania. Un uomo che a dispetto di un destino certamente non benevolo non ha mai mollato ed ora è diventato un esempio ed una testimonianza di cosa voglia dire essere diversamente abile con dignità e con coraggio…

Angelo Petrulli non c’è più ed anche sforzandosi e non volendoci credere quelle tre parole, quelle otto lettere sono, maledetto mondo, purtroppo reali. Caro l’Angelo, uomo buono e giusto, uomo che a dispetto di un destino che di certo non gli è stato benevolo è stato un grande per davvero. Lui ha sputato in faccia al destino che lo ha costretto su una carrozzina. Con un gruppo di persone che facevano sport è stato tra i fondatori e sviluppatori di una società di sport paralimpici che oggi è tanta roba: il GSH Sempione 82 ideato da Marco Ferraris, il nome di un club che oggi risuona di noto, pervaso da quel rispetto da parte di tutti, addetti ai lavori o no, verso chi non solo negli anni ha conquistato risultati sportivi di eccellenza, perché anche nello sport dei diversamente abili c’è gara, c’è agonismo da raccontare, ma anche perché queste insegne hanno dato dignità a coloro che nella propria esistenza sono stati meno fortunati. Il GSH, la squadra ‘dell’Angelo’ è stata e di certo sarà ancora, quale grande suo ultimo lascito, una grande testimonianza di riscossa, un sodalizio che ha unito disabili fisici ed intellettivi, invitandoli a non mollare, invitandoli a non arrendersi attraverso lo sport, quello sport che in primis è stato lo stesso Angelo a fare suo come occasione di rinascita, invitandoli ad integrarsi nella vita del quotidiano attraverso l’attività agonistica: il basket in carrozzina, il curling, il nuoto, l’atletica leggera. Non solo però, anche l’aggregazione, l’amicizia, il semplice uscire di casa. Angelo Petrulli non c’è più e la voglia di piangere è quella consueta di quando un amico che hai stimato tanto ti saluta ma non si può piangere, non posso piangere. Perché c’è tanto di bello da ricordare, ci sono tanti momenti che saltano in testa, troppo pochi dai tanti che sarebbero, tanti piccoli insegnamenti; non ultima la collaborazione per il progetto scuola della Paffoni Basket, unita a quello del GSH: “Un valore da comunicare”, con la prevenzione antinfortunistica, con la necessità di far comprendere ai giovani la necessità dell’abbattimento della barriere architettoniche e di conseguenza a non avere timori nell’interagire con persone che hanno abilità differenti, un valore comunicato facendo giocare i ragazzi a pallacanestro seduti su una carrozzina, attraverso dibattiti ed esperienze. Qualcosa di forte, qualcosa di prezioso, piccole gemme di vita da fare proprie e custodire. Angelo Petrulli tifosissimo del nostro basket, del nostro sport. Lo trovavi li a bordocampo a seguire le partite della stessa Paffoni o della Vinavil Cipir, sempre al fianco della postazione di chi ora batte forte e con un pochino di rabbia sulla tastiera e ricorda con il magone. L’Angelo che con stile e senza mai eccedere in parolacce o isterismi faceva notare all’arbitro che forse quel fischio li non ci stava, l’Angelo che era il primo a dare il cinque ed a congratularsi coi giocatori o a rincuorarli in caso di sconfitte. L’Angelo che un giorno prese il sottoscritto, prese Daniele Piovera, prese Marianna Morandi e qualche altro giornalista della Tv e li mise su una pista di ghiaccio a sfidare la squadra di curling del GSH, con tanto di legnata dal punto di vista di un risultato che poco contava e pure dal punto di vista di qualche scivolone sul ghiaccio, lo fece dicendoci che lo sport è patrimonio di tutti. Ci sentivamo spesso al telefono per organizzare le uscite de progetto scuola nonostante di recente fosse stato parecchio in ospedale, avevamo capito che qualcosa non andava, la sua voce di recente si era fatta un pochino più flebile, bassa, roca, presagio di qualcosa che manco volevamo pensare; non era la voce sempre piena di entusiasmo e di carica dell’Angelo. Si sapeva che qualche problema di salute c’era, quando è arrivata mesta la notizia del suo ricovero all’Hospice San Rocco abbiamo capito. Quella struttura ogni verbanese, come chi vi scrive, la conosce come ‘l’anticamera’ ed è inutile dire anticamera di cosa. Notizie a cui mai e poi mai ci si potrà abituare. Finchè oggi da lassù qualcuno lo ha chiamato: ”Angelo alzati, lascia quella carrozzina che hai portato con tanta enorme dignità e vieni qui. Qui non serve quella carrozzina, qui le persone simili a ciò che sei stato tu in vita sono angeli di nome e di fatto”. Angelo Petrulli non c’è più, non bisogna piangere, ci sono tante belle cose da ricordare, tanti bei momenti insieme a lui però, porca miseria, è troppo difficile non piangere… Ciao Angelo, grazie…

Gianluca Trentini

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