Un grande ciclista come Felice Gimondi, che in carriera ha dovuto scontrarci con un’ira di Dio chiamata Eddy Merckx, sosteneva che il suo compito fosse stare li a ruota del belga e cercare ogni sua rara sbavatura o giornata storta per batterlo. Secondo e battuto si ma solo da lui e se lui non vinceva doveva essere proprio il bergamasco ad alzare le braccia. Lasciamo stare le biciclette e mettiamoci i bolidi del motorsport che in un week end piovoso hanno rombato al 10° Rally Due Laghi, che stava per finire nella saccoccia del Merckx delle quattroruote: Davide Caffoni che con Max Minazzi stava prendendosi l’ottavo successo nella corsa. Al termine della penultima prova, la sempre difficile Aurano, il ghepardo ossolano aveva ancora otto secondo di vantaggio su Fabrizio Margaroli con Leone Natoli. Eccolo qui il Gimondi della situazione. Uno che ad ogni vittoria ottenuto da Caffoni era comunque sempre li, sul podio, a rendere ancora più belli i successi dell’amico e conterraneo Davide. Con Nucita prima penalizzato e poi a muro, con Euvrard ritirato e gli altri penalizzati da problematiche tecnica il popolare ‘Pioda’ era li, sornione ma grintoso nel non mollare. ‘Vince lui ma se qualcosa non va devo vincere io’ e così è stato. La Fabia R4 di Caffoni ha problematiche al propulsore sin dalla penultima prova ad Aurano che hanno reso deficitarie per il plurititolato pilota le speciali conclusive nelle quali hanno perso tanto. Margaroli-Natoli le vincono entrambe e fanno loro il Due Laghi con 14’’ di vantaggio su Caffoni-Minazzi e 58’’ su Beccega Esposito. Quarti Di Pietro-Dresti ad oltre un minuto. L’arte di aspettare, l’arte di non mollare per Margaroli; non di certo l’ultimo arrivato; uno che vinse un Valli Ossolane con una speciale in Cannobina rimasta memorabile. ‘Si non vince lui vinco io’ ed una vittoria il Marga se la meritava davvero.
