Le note dell’Inno de Mameli intonate dalla banda di Fomarco hanno dato il via alle celebrazioni pievesi a ricordo della battaglia avvenuta 81 anni fa all’alpe Cortavolo. La cerimonia di domenica è stata l’ultimo atto di un ricco programma di eventi promosso di Pieve Vergonte a ricordo delle 12 persone morte in una fredda mattina di metà febbraio sulle alture di Megolo.
“Ritrovarci qui – ha detto il sindaco Maria Grazia Medali salutando gli intervenuti in particolare le famiglie Beltrami e Pajetta – ha un significato profondo. E’ il ricordo per le persone ma anche la riflessione verso quello che questa battaglia ha significato”. Per Medali è stato il momento in cui l’intero territorio si è sentito coinvolto nel momento storico che si stava vivendo. “Ha fatto sì – ha detto ancora l’amministratrice – che si formassero le brigate partigiane”. In precedenza il sindaco ha voluto ricordare una figura importante per la Resistenza ossolana: Paolo Bologna a 10 anni dalla sua scomparsa.
Oratrice del pomeriggio pievese è stata Lidia Tilotta, giornalista Rai. Penna arguta che negli anni ha saputo raccontare con umanità la storia dei migranti sbarcati sulle coste di Lampedusa. E’ coautrice del libro “Lacrima di sale” scritto con Pietro Bartolo, medico di famiglia sull’isola. “Dobbiamo alimentare la memoria e guardare in faccia le persone. Mettere da parte i cellulari. Solo così – ha detto la scrittrice – riusciremo ad affrontare gli argomenti e rendere la storia dinamica e non statica. Dobbiamo bucare con forza questa bolla di egoismo e individualismo. Da qui si può partire per ricostruire una società più equa” .
Com’è tradizione il pomeriggio pievese si è concluso con la visita al cimitero di Megolo dove sono custodite tra le altre le spoglie della famiglia Pajetta. Gaspare è uno dei 12 morti del Cortavolo. Una delegazione è poi salita sino al monumento che ricorda i caduti.
Pieve Vergonte ha reso omaggio ai caduti di Megolo
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