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Il parco giochi di Premosello finisce alla Camera dei deputati

Il sindaco Monti a Roma a colloquio con il funzionario dell'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente per la vicenda dell'area verde

premosello parco giochi

 

Torna a far parlare di sé il parco giochi contestato di Premosello Chiovenda, argomento che martedì è arrivato  addirittura alla Camera dei deputati dove era in programma un incontro alla presenza del parlamentare  Enrico Borghi, del sindaco di Mason Vicentino, del sindaco di Premosello Chiovenda e di un funzionario dell'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente. Si doveva discutere delle problematiche riguardanti le emissioni sonore provenienti dai parchi giochi che, in alcuni comuni italiani, sono sfociate in ordinanze di chiusura dei parchi come è avvenuto a Premosello Chiovenda e a Mason Vicentino e in altre realtà, sia comunali che parrocchiali. Chiusure che nascono tutte dalle lamentele dei vicini dei vari parchi, infastiditi dal chiasso.

 

Il sindaco di Premosello, Giuseppe Monti, dice di aver sottoposto al funzionario ministeriale  ‘’una disamina approfondita  di una problematica che sta generando sempre di più vertenze giudiziarie, chiusure o smantellamento di parchi giochi e l'impossibilità alla fine dei bambini di giocare all'aria aperta, costringendo a lungo termine a costruire i parchi giochi fuori dai centri abitati e pertanto non utilizzati’’

Come è noto anche Premosello deve smantellare il parco giochi dopo aver perso nella lite giudiziale con la famiglia che aveva contestato i continui rumori provenienti dall’area di svago, famiglia alla quale la magistratura ha dato ragione.

Giorni fa la minoranza di Premosello aveva redatto un fascicoletto di 12 pagine per ripercorrere l’intera vicenda dal 2011 ad oggi. Una narrazione impostata come favola finita male ed intitolata ‘’C’era una volta un parco.... ma non c’è il lieto fine’’. Un racconto ironico-fiabesco sull’accaduto, nel quale la minoranza parla di ‘’un disastro annunciato’’, riassumendo anche i costi legali già sostenuti dal Comune per 48 mila euro e quelli futuri riguardanti spese di appello e legali che potrebbero cadere ancora sulle casse comunali per altri 50 mila euro. 

 

Renato Balducci

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