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Ricettazione, condannato antiquario bavenese

Si è chiuso a Verbania il processo a carico dell'antiquario di Baveno accusato di aver ricettato merce provento di furti

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Condanna a tre anni e 900 euro di multa l’antiquario bavenese accusato di aver ricettato il bottino di furti in ville in provincia di Varese. Il giudice Rosa Maria Fornelli ha accolto la richiesta di condanna della pm Maria Portalupi. Tutto era cominciato quando gli agenti della Digos di Varese il 19 maggio del 2014 trovarono in un box auto nella disponibilità del bavenese un tesoro: quadri, argenteria, vasellame, cristalli, orologi, antichi e preziosi per un valore stimato di circa un milione di euro. Secondo gli inquirenti si trattava della refurtiva dei colpi messi a segno a Viggiù e Casciago tra marzo e aprile dello stesso anno. Vellini finì così a processo. In aula ha testimoniato ieri la proprietaria della villa di Casciago razziata il 9 aprile del 2014. Si trattava di una residenza- museo, nella quale venivano collezionati pezzi unici e di inestimabile valore. La signora ha riferito che quanto è stato recuperato è solo una parte molto piccola di ciò che le è stato rubato. Anche l’imputato ha reso dichiarazioni spontanee, dicendo di non essere un ricettatore, ma di aver acquistato quegli oggetti a un mercato a Cormano e di aver anche una ricevuta, che però non ha consegnato al suo avvocato. La difesa ha anche sottolineato che quanto recuperato avrebbe in realtà un valore molto inferiore a quanto stimato.  

 

M.e.g

 

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