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Frana Cannobio: non ci sono indagati

Al momento nessun indagato per la frana. Proprietari del terreno identificati con il Gps. Domani si saprà quando riaprirà la strada

 

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Al momento non ci sono indagati per la frana di Cannobio, costata la vita al motociclista svizzero Roberto Ripamonti. La Procura di Verbania smentisce le notizie anticipate da alcuni giornali ticinesi nelle ultime ore. Sono ancora in corso indagini innanzitutto per verificare se ci siano responsabilità, ovvero se la frana poteva essere evitata in qualche modo o se si tratta di un evento del tutto inevitabile. In Procura è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti come atto dovuto. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile conducono le indagini insieme ai colleghi della Stazione di Cannobio. Sembra che si sia ormai giunti all'identificazione dei proprietari del terreno dal quale sono precipitati i massi finiti sulla strada. Inizialmente era stata individuata una società con sede in Liechtestein, ma tramite Gps sono state effettuate misurazioni estremamente precise e l'appezzamento risulterebbe di proprietà di milanesi.

E c'è ancora incertezza sulla riapertura della Statale 34. Probabilmente domani pomeriggio si saprà se la strada potrà riaprire martedì a senso unico alternato o se ci vorrà un'altra settimana per mettere in sicurezza anche la parte bassa del versante. Ed è stato anticipato a lunedì 3 aprile a Torino l'incontro inizialmente previsto per il 6 a Roma con il ministro Graziano Delrio. Appuntamento negli uffici della Regione alla presenza dei sindaci dei Comuni rivieraschi interessanti dai problemi del versante, del presidente Sergio Chiamparino e del suo vice Aldo Reschigna.

 

di Maria Elisa Gualandris

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