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Borgo Ticino ha ricordato le 12 vittime del 13 agosto del 1944

Le squadre nazifasciste uccisero 12 uomini del paese senza alcuna colpa a loro carico.  Gianfranco Girardi 85 anni fa, quel giorno era in piazza con la mamma ed ha raccontato quei tragici momenti

 

Borgo Ticino ha ricordato le 12 vittime del 13 agosto del 1944, quando le squadre nazifasciste

uccisero 12 uomini del paese senza alcuna colpa a loro carico. Il corteo si è mosso da piazza

Martiri, poi è stata deposto un omaggio floreale al cippo che ricorda Atos Rinolfi fucilato in via

Zanotti. Quindi gli alpini hanno deposto una coraona d’alloro al monumento ai caduti di fronte alle

scuole primarie del paese. Don Alberto Franzosi ha impartito la benedizione. Quindi la deposizione

di un'altra corona davanti alla lapide che ricorda i 12 caduti nella piazza che porta il loro nome, e i

discorsi di rito. Hanno preso la parola il sindaco Alessandro Marchese, il questore Alessandra

Franda Sabella, quindi la vicepresidente della Provincia di Novara Michela Leoni, il presidente

dell’associazione La Stella Alpina Pietro Beldì e infine l’orazione di Roberto Leggero. Gianfranco

Girardi 85 anni fa, quel giorno era in piazza con la mamma:<Avevo 7 anni, ero in braccio alla

mamma, lei cercava di coprirmi gli occhi con la sua mano, ma ho visto tutto. Il comandante del

plotone delle SS ha ordinato il fuoco e i 13 sono caduti uno sull’altro. Solo nel momento in cui sono

state recuperate le salme ci si è accorti che il Piola era ancora vivo, non è stato colpito. Prima dello

sparo i cittadini prescelti per il sacrificio gridavano:”Io non ho fatto nulla, non sono colpevole,

risparmiatemi...”. Non c’è stato nulla da fare sono caduti sotto i colpi dei fucili tedeschi>. Era la

prima cerimonia dopo i due anni di emergenza sanitaria, proprio per questo si è registrata una

grande partecipazione di autorità e di pubblico.

 

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