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Funivia Mottarone, periti e consulenti ispezionano la fune

 
Oggi sono state scattate centinaia di fotografie, domani i periti saranno in Procura
E’ iniziato oggi il lavoro dei periti sulle due parti della fune traente prelevata la scorsa settimana al Mottarone. Si tratta di un nuovo passaggio fondamentale dell’incidente probatorio in corso per ricostruire le cause della caduta della funivia, avvenuta il 23 maggio scorso e costata la vita a 14 persone. 
Oggi alla stazione intermedia dell’Alpino sono state scattate centinaia di foto alla fune e a ogni singolo cavo, sezione per sezione. La domanda che ancora non ha trovato risposta, infatti, è come mai si sia spezzata. 
Domani i periti invece saranno in Procura, dove potranno consultare la documentazione che i carabinieri hanno sequestrato negli uffici della società Ferrovie del Mottarone, alla Leitner di Vipiteno e nelle altre aziende che hanno lavorato a vario titolo sull’impianto. 
Resta ancora da definire la data della rimozione della cabina e della testa fusa. Quest’ultima potrà essere fondamentale per capire cosa sia accaduto alla fune. 
Intanto è stata fissata per il 28 settembre in Corte d’Appello a Torino l’udienza per discutere il ricorso della procuratrice Olimpia Bossi contro la decisione del gip Donatella Banci Buonamici dello scorso 28 maggio di non convalidare i fermi e rimettere in libertà il gestore dell’impianto Luigi Nerini e il direttore di esercizio Enrico Perocchio, mandando invece ai domiciliari il capo servizio Gabriele Tadini. Saranno i giudici torinesi a valutare se debbano tornare in carcere.
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