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In piazza a Domodossola la presentazione del nuovo Palazzo San Francesco

 

C'era anche il vescovo Brambilla. Bella collaborazione con la diocesi di Novara per la mostra temporanea allestita al piano terra. Le note di Lega e Forza Italia. Se ne parla stasera anche al Sasso nello stagno alle 21 (e ancora sabato alle 17 e domenica alle 14) con il conservatore D'Amico

In piazza mercato a Domodossola nel tardo pomeriggio di oggi la presentazione pubblica degli interventi eseguiti a Palazzo San Francesco e dei nuovi Musei Civici Gian Giacomo Galletti.  Dopo 40 anni e con un investimento di 800 mila euro l’importante realtà culturale è stata restituita alla città. Molto partecipato, lo vedete, il momento in piazza. Presenti autorità religiose, civili e militari, tanti amministratori ossolani, il mondo economico e poi i cittadini. Ha partecipato il vescovo Monsignor Franco Giulio Brambilla in virtù della bella collaborazione avviata con la Diocesi di Novara per la mostra allestita al piano terra del palazzo.  E’ stato un momento di festa per tutta la città, organizzato in piazza proprio per coinvolgere il più possibile l’intera comunità domese e non solo e alla vigilia della festa patronale. Al termine le visite al palazzo. Visibilmente emozionati il sindaco Pizzi, l’assessore Folino, il conservatore d’Amico e Antonio Pagani della Fondazione Ruminelli per questo importante risultato raggiunto.

 

Riconoscimenti sono arrivati anche dai colleghi politici: il leghista Marco Bossi afferma: “ L’inaugurazione di palazzo San Francesco con la ritrovata esposizione delle collezioni museali è un momento importante e storico per la città.
Una città che da anni ha intrapreso un percorso di riqualificazione che può trovare nella rete museale cittadina un efficace volano di rilancio dell’economia. Oggi Domodossola è una cittadina con le carte in regola per provare un ulteriore salto di qualità nell’ambito del sistema turistico provinciale.
Palazzo San Francesco che si riappropria della sua vocazione culturale con la forza di collezioni uniche e rare è un gioiello riconsegnato alla comunità.
Il traguardo odierno è il tassello finale dal sapore delle cose buone di un mosaico di interventi avviato dai compianti Ettore Angius e Dario Gnemmi nel lontano 1994.
Nacque allora il desiderio di ridare vita al patrimonio museale cittadino caduto nell’oblio e nella trascuratezza, in edifici (Palazzo San Francesco e Palazzo Silva) che allora erano lontani parenti delle meraviglie odierne.
Un lungo lavoro di recupero e catalogazione curato inizialmente dall’architetto Volorio, il deposito provvisorio sopra la nuova biblioteca e finalmente il ritorno nei piani nobili di Palazzo San Francesco.
Nel mezzo il recupero non soltanto degli edifici ma dell’intero centro storico.
Non possiamo che gioire di questo risultato: l’idea della Domodossola del futuro che abbiamo posa le fondamenta sul suo passato, sui suoi tesori, sulla sua bellezza frutto di investimenti importanti e riusciti che vedono nel Borgo della Cultura l’apice di una riqualificazione straordinaria.
Oggi Domodossola è ancor più bella, a noi l’onore di farla conoscere sempre di più, di coinvolgere le scuole in percorsi di studio del suo patrimonio storico-culturale e di aiutarla a consolidare la sua ambizione di diventare sempre più riferimento nell’offerta turistica piemontese.
Questo era il sogno di Ettore Angius e Dario Gnemmi e a volte, con l'impegno di tutti, i sogni si realizzano!
All’attuale amministrazione ed ai suoi collaboratori va dato il giusto riconoscimento per aver raggiunto questo traguardo aprendosi allo stesso tempo a nuovi scenari a cui ambire in futuro". 

La nota di Forza Italia: <Dopo 40 anni grazie all'amministrazione di Lucio Pizzi Palazzo San Francesco e le collezioni dei Musei Civici Gian Giacomo Galletti sono tornati ai domesi e a tutti coloro che vorranno visitare questo bellissimo edificio e scoprirne i tesori. Una grande emozione e un importante segnale di fiducia e ripartenza per la Città e per l'intera Ossola>.  Così la coordinatrice di Forza Italia a Domodossola Marina Oliva che oggi ha partecipato all'inaugurazione ufficiale del palazzo dopo i lavori di restauro costati circa 800 mila euro. Con lei anche l'onorevole azzurra Mirella Cristina. <Questo edificio e le sue collezioni - ha spiegato Cristina - rappresentano uno straordinario specchio della storia e della cultura locale che riflette guardando al futuro, grazie all'appassionato lavoro fatto dal conservatore Antonio D'Amico e da tutti i professionisti che hanno collaborato. Da qui un museo moderno, vivo ed eclettico in un contesto peculiare che è quello di un'ex chiesa del XIII secolo. Un vanto a livello nazionale che anche i turisti apprezzeranno. Complimenti al sindaco Pizzi e ai suoi assessori - ha concluso l'onorevole - per aver dimostrato che, anche in tempi difficili, con caparbietà e impegno i buoni progetti possono diventare realtà>.

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